Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

NARDÒ – La continuità è un miraggio: un gol per tempo ed è la Gelbison a volare

Era la gara da non fallire per salire sul treno delle grandi e, puntualmente, le aspettative del Nardò sono state disattese. Al “Giovanni Paolo II” dall’erbetta finalmente verde è la Gelbison ad esultare con le reti di Manzillo, ex di turno, e Maggio.

Foglia Manzillo opta per un 3-5-2 con Versienti largo a sinistra e Palmisano interno destro di centrocampo. Out Kyeremateng, in panchina, non al meglio, Oretti e, per scelta tecnica, il rientrante dalla squalifica Carrozza. Pepe risponde con un 4-2-3-1 che vede Maggio come terminale offensivo, Yeboah a sprintare sull’esterno e Manzillo a dettare i tempi in mezzo al campo.

Al 7′ il Toro potrebbe già sbloccarla: pallone che carambola al limite dell’area e destro secco a botta sicura di Meleleo, il riflesso col piede di D’Agostino è prodigioso. Al 14′ calcio d’angolo per i granata: Benvenga, il migliore tra i suoi, svetta ma D’Agostino blocca in presa bassa. Dopo un iniziale predominio dei padroni di casa, il match si mette su binari più equilibrati sino al 40′, quando sulla punizione magistrale di Manzillo, al primo tiro in porta, i campani trovano il punto dello 0-1, risultato col quale si chiude la prima frazione.

Nella ripresa Foglia Manzillo opera un doppio cambio con l’intento di scuotere i suoi: dentro Bruno Petrachi per Davide Petrachi, Carrozza rileva l’under Morello. Ma, dopo appena due minuti, dal corner per gli ospiti arriva la doccia fredda: Maggio in spaccata anticipa tutti e realizza lo 0-2. Il Toro reagisce con Diarra, pericoloso prima con una girata col mancino, poi con un colpo di testa, in entrambi i casi la sfera non inquadra lo specchio. Al 23′ l’occasione più ghiotta per rimettere in carreggiata la contesa: punizione di Carrozza che sibila il palo alla sinistra di D’Agostino. Il rosso che rimedia De Pascalis per una brutta entrata in ritardo spegne di fatto le velleità granata e la Gelbison sfiora la terza marcatura con Cappiello, sul quale Bruno Petrachi fa bella figura. A due minuti dal 90′, Benvenga si disimpegna molto bene in avversaria e di punta prova a sorprendere D’Agostino, ancora una volta prodigioso coi piedi. I cinque minuti di recupero seguenti scorrono via senza sussulti.

Pare proprio un Nardò destinato a navigare a metà classifica. Alla vittoria di Gravina fa quindi seguito una nuova sconfitta interna, la quarta in cinque turni. Col Manfredonia degli ex lo spirito dovrà necessariamente essere un altro, così come dovranno essere evitate alcune ingenuità, commesse perfino dagli uomini di maggiore esperienza, che puntualmente costano carissime.

Clicca QUI per consultare il tabellino.