Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

NARDÒ – Foglia Manzillo: “Avremmo potuto osare un po’ di più. Gravina? Abbiamo le nostre armi”

La gara a reti bianche tra Vultur Rionero e Nardò è accolta con positività dal tecnico granata, Antonio Foglia Manzillo. “Abbiamo disputato un primo tempo di personalità – nota in esclusiva per SalentoSportfraseggiando bene, pur giungendo raramente alla conclusione. Non era facile, lo sapevamo, i bianconeri hanno perso solo una volta in questa stagione. La gara l’abbiamo condotta noi dall’inizio, poi, nella ripresa, ci siamo ritrovati in una situazione di superiorità numerica. A quel punto i nostri avversari non hanno più accettato i duelli, chiudendosi sulla difensiva e concedendoci spazi minimi. Noi ci siamo accontentati ed è questo l’unico rimprovero che posso muovere ai miei, avremmo potuto osare un tantino di più”.

Nel finale il Nardò ha anche rischiato: “L’ingresso di Petagine – afferma Foglia Manzillo – si è rivelato un’insidia, data la pericolosità del calciatore bianconero. A noi mancavano quattro senior titolari (Davide Petrachi, Musca, Oretti e Carrozza, ndr), anche se ero convinto che chiunque fosse sceso avrebbe dato il meglio, come infatti è stato. Prendiamo questo punto e guardiamo avanti”.

L’allenatore granata si è affidato ad un tridente esperto composto da Kyeremateng, Corvino e Palmisano: “Alessio mi aveva convinto già con la Nocerina, nello spezzone di partita che gli avevo concesso. Sarebbe partito dal 1′ a prescindere dalle assenze. Quello di un attacco composto esclusivamente da senior è un esperimento che possiamo ripetere perché così siamo pericolosi”.

Per il Nardò, nel prossimo turno, una nuova trasferta, nella tana della capolista Gravina: “Anche noi abbiamo dei valori – dichiara Foglia Manzillo – anche noi disponiamo di calciatori in grado di fare la differenza. Se il Gravina è in vetta vorrà dire che lo ha meritato, ma sappiamo bene che loro non ci sottovaluteranno e noi non abbiamo alcuna intenzione – conclude – di recitare il ruolo di vittima sacrificale”.