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NARDO’ – Farina sì, Farina no. Eppure “entro il 30 giugno succederà  qualcosa…”

"Entro il 30 giugno succederà qualcosa". Così, pochi giorni fa, sulle colonne della "Gazzetta del Mezzogiorno", Enzo Russo, presidente dimissionario del Nardò, aveva lasciato intendere che qualcosa si muove per il passaggio delle quote societarie in mano ad una cordata fin qui segreta.

Ieri, poi, tanto vociferare in città per il presunto interessamento al sodalizio neretino dell'ex presidente del Milan Giuseppe Farina. E' bene innanzitutto precisare chi è Giuseppe Farina. Giussy, così viene soprannominato, 79enne imprenditore di Gambellara (nel vicentino), è famoso per aver guidato, come detto, il club rossonero dal 1982 al 86 (prima dell'era Berlusconi, per intenderci). E' stato anche presidente del Lanerossi Vicenza, nonché azionista di maggioranza del Padova. Un'altra epoca, dunque. Altri tempi. Farina non è Berlusconi, né tantomeno uno sceicco. Ed è stato al timone anche di Modena, Livorno, Rovigo, Legnago, Valdagno, Schio e Audace San Michele. Alcune squadre blasonate, altre quasi sconosciute. Di certo ne ha collezionate tante, con risultati non sempre brillanti.

Torniamo a noi. Pare che Cosimo Prete, ex presidente della Toma Maglie, abbia indossato le vesti di intermediario. E' lo stesso Prete, infatti, ad affermare su ilpaesenuovo.it, di "aver fatto incontrare gli imprenditori milanesi con Enzo Russo. Nei giorni scorsi, il figlio di Giuseppe Farina (Fabio, ndr), ha conosciuto di persona, proprio a Nardò, Enzo Russo, con il quale è stata intelaiata una trattativa, che potrebbe definitivamente concludersi positivamente già nelle prossime ore". Precisando inoltre che "qualora mi venisse chiesto un aiuto a Nardò, certamente non mi tirerei indietro".

Una notizia inaspettata, dunque. Che non ha trovato grandi conferme nell'ambiente neretino. Secondo indiscrezioni raccolte in redazione, infatti, Enzo Russo sta portando avanti ormai da tempo una trattativa con una cordata di imprenditori per ora "anonimi". Ma sembra sia da escludere che tra questi possa figurare Farina, a meno di clamorosi colpi di scena dell'ultima ora. Niente, poi, lascia pensare che ai Farina possa affiancarsi Cosimo Prete.

Un po' di fumo negli occhi, tanto per cambiare. Si saranno ormai tristemente abituati i tifosi granata. Gli stessi che, nonostante passione e calore con le quali colorano il "Giovanni Paolo II", negli ultimi tempi ne hanno davvero sentite di tutti i colori. Un anno fa di questi tempi, ad esempio, si faceva un gran parlare dell'avvocato De Vitis. Non se ne fece nulla. Il titolo del club neretino veniva sballottolato da un potenziale acquirente ad un altro. Oggi Barba, domani De Lorenzis. Dopodomani i De Masi. Poi tutto nelle mani dell'Amministrazione comunale. Salvo poi rimanere saldo nelle mani di Enzo Russo.

Fiumi di inchiostro (spesso a vuoto) venivano versati. Chi paga? Chi non lo merita: i tifosi, costretti a sorbirsi parole al vento miste a bufale colossali. Proprio loro che meritano chiarezza, verità. Che la voce sui Farina possa rivelarsi quella giusta? Occorre pazientare (ancora, ma ancora per poco). "Farina sì, Farina no", eppure Russo è stato chiaro: "entro il 30 giugno succederà qualcosa". Forse.