LECCE – Benassi: “Qui grazie a De Canio. I giovani la molla per la salvezza. Contento per Di Francesco”

Max Benassi, 30 anni ieri, ha parlato al Corriere dello Sport. L’estremo difensore del Lecce risponde così a chi gli diceva che era bravo ma basso: “Ogni volta che me lo dicevano mi caricavano sempre più. Il mio idolo era Tancredi. Potevo scoraggiarmi se ero alto quando lui? No di certo”. Bocciature eccellenti: “La Lazio nel 1996. Poi anche il Bologna. Trattative che saltarono all’ultimo. Sono arrivato in Serie A grazie all’impegno e alla passione per questo sport. A Lecce giunsi grazie a Gigi De Canio. Il Perugia non s'iscrisse al campionato e io ero libero. Non potevo dire di no a questa occasione anche se ero dispiaciuto per il Perugia, una squadra che porto ancora nel cuore. Feci 800 chilometri con Dino Urbani, il mio agente, arrivai nella sede e firmai. Ringrazierò tutta la vita mister De Canio e Felice Orlando”.

L’obiettivo è sempre la salvezza: “La nostra molla deve essere l’incoscienza dei tanti giovani. Un segnale lo abbiamo dato a Cesena. Poi sono felice per il mister. Di Francesco grande persona e ottimo tecnico. La mia parata su Mutu, non sarebbe servita a nulla senza la vittoria”. La Roma, prossima avversaria, ha un posto speciale nel suo cuore: “Tifo Roma sin da quando sono bambino. Ricordo nel 2001, la festa scudetto, ero all’Olimpico, dopo aver giocato a Voghera col Poggibonsi. I miei eroi sono Giannini e Totti. Poi ci sono Aldair e Lorieri”. Luis Enrique: “Un grande tecnico che sta portando un calcio nuovo. Il nostro ha perso il vertice. Credo che i tanti cambi di allenatore siano dovuti a ciò. Quello della Roma è un progetto. Spero comunque di batterla come avvenne nel 1986”.

La scuola di portieri italiana: “Guardate De Sanctis, il mio amico Rosati e anche Bressan del Varese. Ci metto anche Antonioli,. Voglio arrivare a 42 anni come lui. Tolti Dida, Julio Cesar e Handanovic, sono pochi i portiere stranieri che hanno fatto bene qui. La mia classifica vede primo lo sloveno poi il napoletano”. L’aneddoto con Buffon: “E’ un signore. In Lecce-Juve gli chiesi la maglia. Lui venne espulso e se ne andò arrabbiatissimo. Finita la partita, Vives mi dice ‘Guarda che ti ha lasciato Buffon’. Quanti se ne sarebbero ricordati?”.

Articoli Correlati