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GALLIPOLI – Cessione del club, spuntano altre due cordate. Weekend decisivo? Barone apre ad un ritorno…

Chi sarà il nuovo proprietario del Gallipoli? È questa la domanda ricorrente da diversi giorni, in cui le trattative avanzano, alcune note altre meno. Se infatti da un lato è ormai consolidato l’interesse del gruppo leccese facente riferimento a Gianluca Fiorentino, dall’altro l’attuale società di Sandro Quintana e Davide Calvi ha ammesso dell’esistenza di altre due cordate che avrebbero manifestato la volontà di acquisire il club giallorosso: niente azeri, kazachi o coreani, i due gruppi, i cui nomi restano tuttavia riservati, sarebbero uno di imprenditori salentini e l’altro di imprenditori laziali. In ognuna delle tre ipotesi, l’attuale dirigenza potrebbe restare in società con una quota di minoranza con il solo compito di vigilare sulla bontà del progetto. Lo stesso gruppo dirigente è abbastanza sicuro che entro la fine di questa settimana o, al massimo, l’inizio della prossima, il futuro del sodalizio ionico sarà chiarito.

Intanto, le voci di un possibile riavvicinamento dell’ex presidente Marcello Barone al Gallipoli continuano a circolare ed il diretto interessato, ai colleghi del Nuovo Quotidiano di Puglia, ha commentato: “Evidentemente quanto di buono è stato fatto in passato non può passare inosservato, abbiamo costruito in maniera stabile, partendo dalle fondamenta e riuscendo a rendere fattibile il progetto di rilancio del calcio gallipolino. Poi, ad un certo punto, mi sono reso conto che qualcuno voleva prendermi in giro e a quel punto è stato inevitabile uscire di scena. I risultati sono incontestabili, non meritavamo la contestazione subita e questo, ovviamente, è stato mortificante. Dopo tanti sacrifici, cedere il tutto ad una dirigenza che viene da fuori è altrettanto mortificante, perché Gallipoli non merita un simile trattamento”.

E sulla contestazione, poi, Barone precisa ulteriormente: “Ci può anche stare, purché fatta in maniera costruttiva e volta a migliorare il tutto. È un ragionamento generale che vale per i contesti della vita di tutti i giorni ed anche per il mondo del calcio, oggi immerso in tante contraddizioni e problematiche connesse. A Gallipoli è stato contestato Barba che calcisticamente aveva portato la città nel mondo dei sogni, dove solo il Lecce è riuscito nel Salento a fare meglio. È poi toccato al sottoscritto subire la contestazione, dopo che dal baratro e dalla polvere dei campi in tufo della Promozione siamo riusciti a riportare il Gallipoli nel calcio che conta. Non mi sembra giusto che un tot numero di persone possa arrogarsi il diritto di dettare i tempi del calcio né tantomeno sbandierare soluzioni che lasciano il tempo che trovano. In altri contesti si lavora in sinergia, pur in presenza di problemi ci si siede e si ragiona sulle soluzioni da adottare per il bene di tutti, condiviso e condivisibile”.

“In altri contesti cittadini – aggiunge l’ex numero uno giallorossosi lavora per obiettivi ben precisi e mi riferisco sia a chi opera nel mondo dello sport e sia a chi ricopre cariche istituzionali. A Gallipoli, evidentemente, non siamo ancora riusciti a fare questo salto in avanti come accade altrove, cito, ad esempio, Francavilla, che è appena tornata in serie D, dove si programma e si lavora fianco a fianco, senza perdersi nel limbo della burocrazia. È indispensabile avere basi solide, nel caso di Gallipoli si dovrebbe ripartire dall’avere a disposizione una stadio degno di tale nome e collaborare tutti quanti per la buona riuscita dei programmi, ossia società, istituzioni e tifosi. A queste condizioni – conclude Baronesarei disponibile a tornare, ma a queste condizioni ci sarebbero tanti altri imprenditori pronti a dare una mano alla Ssd Gallipoli”.

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