[ESCLUSIVA SS] NARDO’ – Patera: “Toro, sbrigati: io voglio restare qui. Anche se la Lega Pro mi chiama…”
Ventidue anni appena compiuti e un roseo futuro. Walter Patera, neretino doc, è uno dei migliori prospetti salentini sulla scena. Classe '90, cresciuto per nove anni nelle giovanili del Lecce, Patera ha dato un notevole contributo, nella seconda parte di stagione, per trascinare il Toro alla salvezza. In esclusiva, in questo periodo di mercato, i nostri microfoni lo hanno raggiunto.
Walter, da neretino che idea ti sei fatto della delicata situazione che sta vivendo il calcio a Nardò?
"Ci sono diverse situazioni che sono difficili da commentare. Certo, partire nuovamente dalla Serie D e avere gli stessi problemi economici non è bello. Capisco il pensiero di alcuni tifosi che volevano ripartire da zero. In ogni caso apprezzo gli sforzi fatti e spero che tutto possa risolversi per il meglio. La situazione generale economica non è delle migliori, e il calcio è lo specchio di tutto ciò. La crisi c'è ovunque: basta dare uno sguardo al periodo che stanno vivendo piazze come Taranto e Foggia, nonostante il loro blasone. Sono convinto però che Nardò possa rilanciarsi alla grande. Magari con un bel progetto e un budget ridotto".
Col mantenimento della categoria i vostri sforzi non sono stati vani…
"Di questo sono molto contento. A tal proposito vorrei ringraziare i dirigenti per i sacrifici che hanno fatto. In particolar modo il diesse Gianni Inguscio e mister Longo. Poi anche i compagni che mi hanno dato una grossa mano. Mi è dispiaciuto solo il fatto che la gente, a volte, pensasse che i calciatori che sono arrivati a Nardò nella seconda parte di stagione erano lì solo per rilanciarsi. Che fossero calciatori di "seconda mano". Invece non è così. A Nardò l'anno scorso c'erano giocatori di grande qualità anche da gennaio in poi, altro che ripieghi".
Ti piacerebbe restare in granata?
"Il mio intento è quello di rimanere qui. C'è stato qualche discorso ma nulla più. Di certo, se venisse confermato lo zoccolo duro sarei ben felice di restare. Da neretino sono affezionato alla maglia, questa è la squadra che tifo fin da bambino. Nardò per me è una prima scelta".
Hai ricevuto richieste da altri club?
"Sì, ci sono stati diversi contatti. Ho due richieste dalla Seconda Divisione di Lega Pro, ma non faccio nomi per scaramanzia. Ho ricevuto una proposta anche da una squadra sarda di Serie D".
Talvolta si tende a sottovalutare i giovani talenti salentini, andando a prelevare calciatori ormai logori o stranieri. Perché?
"Questo è un errore che tanti direttori sportivi e presidenti spesso commettono. Non si valorizzano i ragazzi del posto. Anche a Nardò, ad esempio, ci sarebbero tanti giovani calciatori che potrebbero tranquillamente aspirare ad una Serie D. E invece spesso non vengono presi in considerazione. E' una moda del momento: anche in Serie A c'è la stessa filosofia, che è penalizzante per i giovani talenti nostrani".
