[ESCLUSIVA SS] NARDO’ – Obbiettivo lancia l’allarme: “Iscrizione a forte rischio, ma non è il momento di piangere…”
Neretino di Nardò. Animo schietto, deciso, nonché razionale pensatore. E' fatto così Antonio Obbiettivo, direttore dell'area tecnica granata, che ha vissuto in prima persona una stagione che definire burrascosa sarebbe già un eufemismo. Con lui, a bocce ferme, abbiamo fatto un punto della situazione. In città la gente mormora, le voci che si susseguono sulle sorti del Nardò Calcio non sono certo positive. Tra commissariamento, mancata iscrizione al prossimo campionato ed eventuali penalizzazioni.
Direttore, quante possibilità ci sono che il Toro non si iscriva al prossimo campionato di Serie D? Ci spieghi la situazione…
"Purtroppo l’iscrizione al prossimo campionato di Serie D è seriamente a rischio, così come è seriamente a rischio la storia di questa gloriosa società. Dispiace parlare in questi termini, soprattutto dopo il pesantissimo e logorante lavoro effettuato per mantenere la categoria in questa stagione, tra l’altro, meritatamente conquistata due anni fa. Oggi bisogna essere realisti e affrontare con estrema serietà gli ostacoli che si incontreranno nel tentare una definitiva risoluzione dei problemi, gli accordi saltati tra la vecchia proprietà e le cordate interessate a rilevare il Nardò Calcio sono elementi significativi, guai però ad affermare che il destino del Toro è segnato. Al momento posso affermare che alcuni amici, stimati professionisti, hanno avanzato la loro proposta d’aiuto a questo gruppo dirigenziale, questo ci permette di dare ossigeno alle speranze, è chiaro che si tratta di una 'missione difficile' ma per quello che è il mio modo di pensare ed affrontare la vita: 'nulla è impossibile'. Di certo, insieme a Massimo Alemanno e Gianni Inguscio faremo il massimo, come sempre abbiamo fatto fino ad oggi, per garantire un futuro al calcio granata. Se non ci riusciremo, qualcuno se ne dovrà accollare tutte le responsabilità e questa volta la verità non potrà essere deviata come spesso è accaduto nel recente passato. Su questo, ci sentiamo di promettere, vigileremo!"
Insomma c'è il rischio concreto che gli enormi sforzi di staff dirigenziale e tecnico per portare a termine una stagione burrascosa, possano essere vanificati qualora non arrivassero proposte concrete per garantire un futuro al club…
"Vanificare tutto il lavoro svolto sino ad oggi sarebbe l’ennesima frustata a questo splendido gruppo, ai tifosi granata, ma soprattutto alla nostra meravigliosa e sempre più depauperata città. I tempi per correre ai ripari sono ampiamente alla portata di chi potrebbe impegnarsi nell’arduo compito di provare a salvare la società, le chiacchiere non sono mai servite a nulla, ora serve spirito di iniziativa e buon senso. Noi abbiamo dato il massimo, adesso qualcun altro deve fare il minimo. Mi riferisco ovviamente alla vecchia proprietà, all’amministrazione comunale e a chi ha seriamente intenzione a rilevare il Nardò. Sono sicuro che la via d’uscita è dietro l’angolo".
C'è la volontà di riconfermare lo zoccolo duro che ha conquistato la salvezza?
"Tutti quanti meriterebbero una riconferma a partire dallo staff tecnico, ai calciatori, per finire all’aiuto magazziniere. Quello che hanno dimostrato è una straordinaria capacità d’adattamento alle vicissitudini quotidiane, una eccellente coesione e soprattutto una straordinaria dimostrazione di valori umani e sportivi che in questo calcio malato ormai non si notano più, insomma una lezione morale per tanti. Ma questo non è ancora il tempo di focalizzare l’attenzione su questi aspetti".
Ultima domanda obbligatoria e un po' nostalgica: senza i noti problemi, crede che il Nardò avrebbe lottato fino all'ultimo per il salto di categoria?
"Ne sono convinto! La squadra che era a +4 punti sulla seconda in classifica avrebbe stravinto il campionato e la Coppa Italia Nazionale. Questa è la grande amarezza, o forse la presunzione, che ci portiamo dentro da quando abbiamo dovuto rivoluzionare gli assetti, nei nostri programmi era previsto un minimo rafforzamento della rosa nel mercato di dicembre, ciò avrebbe permesso di colmare qualche lacuna numerica in un paio di ruoli, addirittura abbassando il budget a disposizione. Questo purtroppo non è stato possibile per i noti motivi, riaccendendo così il sorriso quasi spento ad allenatori e presidenti di altre società che avevano investito somme ingenti per giocarsi un posto al sole fino alla fine, estromettendoci cosi da tutti i giochi in un campionato che avevamo in pugno noi".
