[ESCLUSIVA SS] NARDÒ – Marra ci mette la faccia: “Credo nell’impresa. Ma Nardò non merita questo…”

La scelta di cuore di Donato Marra: restare a Nardò e tentare la mission impossible della salvezza. Il talentuoso centrocampista di Marsico Vetere, dopo cinque anni di Serie D tra Francavilla in Sinni e Potenza, ha scelto il granata in estate e ha deciso di restare dopo lo smantellamento della rosa delle scorse settimane. In esclusiva per SalentoSport, il classe ’93 spiega i motivi di questa scelta e inquadra il difficile momento storico in cui versa il calcio neretino.

Donato, partiamo da domenica. Ripetere l’impresa col Bisceglie era una mission impossible. Che differenze ha presentato la gara coi nerazzurri rispetto a quella con la Turris? “Sinceramente ancora non riesco a realizzare come dei semplici e umili ragazzini siano riusciti a fermare una corazzata come il Bisceglie, composta da calciatori che hanno vinto campionati, come Gambuzza o Fiorentino, e da chi ha militato sempre in categorie superiori, da Croce a Del Core. Se avessimo disputato altre dieci volte quella gara avremmo sempre perso. Questo è il bello di questo sport e credo che abbiamo scritto una piccola e bella pagina del calcio neretino. Per quanto riguarda la sconfitta di Torre del Greco c’è solo da applaudire questi ragazzi che il giorno prima avevano giocato nel campionato juniores. Sapevamo già a cosa saremmo andati incontro, contro una Turris davvero forte che gioca un ottimo calcio e che merita posti alti in classifica”.

Che aria si respira nello spogliatoio dopo le ultime tribolate settimane? “C’è attesa perché di certo non si può continuare così. Nardò non merita tutto questo, non merita questa agonie e le sconfitte pesanti. Speriamo che in settimana le cose possano migliorare. Domenica il vicepresidente Manieri è stato di parola, per questo c’è la speranza per noi, per la città e per i tifosi soprattutto”.

A proposito di tifosi: il gruppo organizzato non condivide la linea intrapresa da questa società. Che idea ti sei fatto al riguardo?A loro faccio i complimenti perché prendere in mano la situazione in questo momento è quanto mai importante per dare una scossa, soprattutto per difendere i veri valori e i colori della propria squadra. Nel calcio i calciatori, i dirigenti e i presidenti passano, ciò che resta è la maglia e la storia del club. Anche per questo sono onorato di aver indossato la fascia di capitano nel secondo tempo della gara contro la Turris”.

Credi nella possibilità che la crisi in cui riversa il Toro possa conoscere in breve tempo il suo epilogo? “C’è quel pizzico di ottimismo perché abbiamo affrontato un viaggio, che comporta quindi delle spese importanti. E’ normale ora essere diffidenti perché di chiacchiere ne abbiamo sentite tante ma ora come non mai si inizia a vedere qualcosa di concreto. Se si dovessero aggiustare le cose noi ce la metteremo tutta in una sfida difficilissima ma non impossibile. E’ successo alla Reggina di Mazzarri che nella stagione 06/07 partì con un -11 di penalizzazione in Serie A e alla fine si salvò. Anche noi faremo di tutto per arrivare alla salvezza, sperando nell’appoggio del nostro tifo organizzato e non”.

Quali sono i motivi che ti hanno spinto, dopo lo smantellamento della rosa a differenza di molti tuoi ex compagni, di restare in granata? “Ho ricevuto offerte da Puglia, Basilicata e Sardegna ma ho deciso di rimanere a Nardò per ripagare la fiducia di chi mi ha voluto qui, ma soprattutto per motivi personali perché non immaginavo che da un giorno all’altro potesse accadere quello che è successo. Ho pensato che se si fosse andati avanti ci avrei messo la faccia, come sto facendo; se invece fosse accaduto il contrario mi sarei svincolato e quindi libero di accasarmi altrove. Spero solo che il tempo mi dia ragione perché credo che in questa piazza si possa fare quel salto di categoria visto che questo è il mio quinto anno di Serie D”.

Lorenzo FALANGONE
Nato 27 anni fa a Nardò. Dottore in Comunicazione e Giornalista pubblicista. Caporedattore di SalentoSport e reporter per PiazzaSalento. Premio "M. Campione" 2015 come miglior articolo sportivo di Puglia. Autore del libro "Per dirti ciao".

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