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[ESCLUSIVA SS] CASARANO – Un po’ Scholes, un po’ De Rossi: ecco Davide Buono

Seconda presenza da titolare e primo gol in maglia rossazzurra casaranese. Sotto la curva dei Cusp e bucando non una difesa qualunque, ma quella dell’Arzanese che ha dominato il girone H di serie D e che al Capozza ha festeggiato – con qualche esagerazione – l’approdo in seconda divisione. Parliamo di Davide Buono, centrocampista romano classe ’91, che vanta, tra l’altro, un doppio passato giallorosso con Lecce e Primavera della Roma. Prima di approdare nel Salento in maglia rossazzurra – grazie all’intuito del suo procuratore Carlo Verrienti, casaranese doc – Buono ha vestito la maglia del Trento, esperienza che sicuramente non riporrà tra i ricordi più cari.

Davide, quali le emozioni per il tuo primo gol con il Casarano?
«E’ stato bellissimo segnare sotto la curva dei tifosi. Era da tanto che non giocavo e che non vedevo la porta…».

Peccato che il tuo gol non sia servito ad ottenere i tre punti.
«Si, ma sotto il profilo del gioco abbiamo messo sotto la squadra che ha vinto il campionato, dimostrando di essere nettamente superiori a loro. E’ strano che l’Arzanese abbia vinto il campionato e il Casarano occupi il quinto posto».

Concordi con capitan Calabro, che ha protestato per i tanti errori arbitrali a vostro sfavore?
«Per quello che ho potuto vedere da quando sono arrivato, c’è stato qualche episodio dubbio nei nostri riguardi, come quelli contro il Fortis Murgia, l’Ischia e il Nardò».

Un giudizio sui granata?
«Sono una bella squadra, peccato per non aver avuto un pizzico di fortuna nel derby, perché abbiamo avuto anche noi le nostre occasioni».

Sei arrivato a Casarano dopo aver giocato nel Trento. Com’è andato l’ambientamento?
«Nel Salento ci sto proprio bene. La differenza con la mia precedente esperienza è abissale: a Trento i tifosi non erano molto attaccati alla squadra. Quelli del Casarano sono invece calorosissimi. Basta vedere quanta gente c’era allo stadio domenica scorsa contro l’Arzanese».

E nello spogliatoio?
«E’ un gruppo molto unito, e fatto di gente come Mignogna, Da Silva o Giorgetti, che potrebbero giocare sicuramente nelle serie superiori».

Dopo il Sant’Antonio Abate, arrivano i play-off, probabilmente contro il Pomigliano. Impressioni?
«Dobbiamo affrontarli con la stessa intensità con cui abbiamo aggredito l’Arzanese. Non vedo perché non potremmo mettere sotto anche il Pomigliano. Spero di dare anche il mio contributo e che il Casarano vada più avanti possibile».

Le due potenziali gare della prima fase dei play-off saranno giocate lontano dal Capozza…
«Spero che i nostri tifosi ci seguano in 3-400 e ci facciano sentire a casa nostra. Dobbiamo guadagnare la promozione sul campo, senza attendere eventuali ripescaggi».

In quale calciatore ti rivedi?
«Senza dubbio: Paul Scholes».

E da romano e romanista, qual è il tuo idolo?
«Anche qui non ho dubbi: Daniele De Rossi».