SERIE C – Studia da big, ma cerca ancora la confidenza con il nuovo terreno di gioco: il Siracusa di Bianco
Dopo i sudati e risicati (poiché arrivati in extremis) quattro punti ottenuti con Fidelis Andria e Casertana, attualmente le ultime due della classe, il Lecce di Fabio Liverani tornerà domani a respirare aria di big match andando ad affrontare sull’altrui terreno di gioco il Siracusa di Paolo Bianco. I giallorossi cercheranno di allungare la propria striscia positiva, magari tornando alla vittoria esterna, ma per farlo dovranno superare una delle compagini più ostiche del campionato, che punta a fare ancor meglio del già sorprendente scorso anno. Gli azzurri avranno dalla loro, oltre al pubblico di casa, anche un manto erboso rinnovato rispetto al passato, vista l’adozione, la scorsa estate, di un sintetico che a dirla tutta non hanno ancora imparato a sfruttare a dovere.
Il Siracusa Calcio rappresenta dal 1924 l’antico capoluogo fondato dai Corinzi, che ne fecero una delle prime e più potenti colonie della Magna Grecia. Il calcio non ha portato il popolo siracusano ai nobili albori vissuti sotto la cultura ellenica, ma la storia del club azzurro lo vede occupare comunque un posizione di tutto rispetto nel panorama siciliano e meridionale, alla luce dei 7 tornei cadetti disputati (ultimo lontano però ben 64 anni) e degli addirittura 48 di terza serie. Il gran numero di campionati di Serie C che gli aretusei hanno disputato soprattutto negli anni sessanta e settanta spiega l’altrettanto cospicua quantità di precedenti tra Siracusa e Lecce: ben 50, con 20 vittorie giallorosse, 16 azzurre e 14 “x”. Il match è tornato a disputarsi nella passata stagione dopo un intervallo lungo ben 40 anni, ed entrambe le gare del ’16-’17 hanno avuto come esito una vittoria salentina (0-2 in Sicilia, 2-1 nel Salento), proprio come nell’ultimo campionato comune prima della “pausa” cinquantennale. E’ del 1975 la più recente gioia dei Leoni contro i Lupi (1-0), vittoria che arrivò in casa dove il club siracusano vanta comunque uno score migliore rispetto all’avversario, forte di 12 successi, 8 pari e 5 ko. Ultimo dei quali, come detto, arrivato esattamente un anno fa grazie ai centri del grande ex Mancosu e di Pacilli, autore di una splendida mezza rovesciata.
La doppia sconfitta con il Lecce non impedì comunque alla squadra allenata ai tempi da Andrea Sottil di disputare un signor campionato, andando ben oltre le aspettative e giungendo sesta a ridosso del big. Il sorprendente ri-approccio al professionismo a fortemente lanciato gli entusiasmi della piazza e della proprietà, che per la nuova annata ha confermato e, se possibile, migliorato la qualità della rosa, trattenendo i big e piazzando qualche colpo di spessore per tentare di bissare l’ottimo piazzamento-playoff. Il colpo di prolungare anche il rapporto con il richiestissimo tecnico Sottil non è però riuscito al presidente Cutrufo, e l’artefice del mezzo-miracolo della scorsa stagione ha preso la via di Livorno, non a caso primo e dominatore assoluto, almeno per ora, nel girone B di Serie C.
Al suo posto ecco un tecnico ancor più giovane, al suo esordio assoluto alla guida di una prima squadra: Paolo Bianco. I risultati ottenuti dall’allenatore foggiano, 40 anni e solo tre anni fa difensore in Serie A del Sassuolo, sulla panchina della Primavera neroverde hanno stuzzicato l’interesse del Siracusa, che ha puntato forte su di lui andando oltre i dubbi della piazza, e i risultati al momento sembrano dar ragione ai vertici azzurri. I Leoni sono quarti a soli due punti dal secondo posto occupato dai rivali catanesi, e non avessero balbettato proprio con le grandi affrontate finora (ko con Trapani, Matera e Catania, oltre che quello inaspettato con la Paganese) sarebbero a contendere la vetta al Lecce. In particolare, a far specie è il rapporto tra andamento interno ed esterno della squadra, capace di raccogliere ben 16 punti lontano dal De Simone (ben 5 in più del Lecce) ma appena 7 in casa, score da bassissima classifica. Forti del quarto miglior attacco e della quarta miglior difesa, trovassero anche la giusta confidenza col proprio stadio gli azzurri diventerebbero davvero una delle candidate per il primo posto.
La rosa a disposizione di Bianco è grossomodo la stessa che ha ben figurato con Sottil in panca. Tra i pali Santurro, per cui si sono spalancate le porte della Serie A (è attualmente il terzo di Mirante al Bologna), è stato sostituito da Tomei, mentre gli altri big come Turati in difesa, capitan Spinelli a centrocampo e soprattutto la stella Emanuele Catania in avanti sono rimasti con l’obiettivo di confermarsi e, se possibile, migliorare. La retroguardia ha giovato dell’arrivo di De Vito dal Messina e Liotti dalla Feralpi Salò, a rinforzare la mediana ecco Daffara e Mancino, mentre per l’attacco il colpo è stato l’ala Sandomenico, da circa due anni nel mirino anche del Lecce, oltre all’ex Martina Vittorio Bernardo.
