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LECCE – Corvino e il punto di fine stagione: “La A è un’impresa. Attendiamo le linee guida per programmare”

Conferenza stampa di chiusura della stagione in casa Lecce, dove hanno preso parola il direttore tecnico Pantaleo Corvino ed il direttore sportivo Stefano Trinchera con il fine di fare il punto della situazione dopo la vittoria del campionato

Il dirigente di Vernole ha innanzitutto elencato le strategie percorse in queste due stagioni: “Non possiamo non mettere in evidenza quanto fatto negli ultimi 18 mesi, da quando sono arrivato al timone. Chi lavora, parte per raggiungere degli obiettivi dandosi una strada. E a volte è proprio quest’ultima la cosa più importante, il percorso appunto. La nostra linea ha detto in forma generale no ai prestiti, abbiamo detto in forma decisa no ai debiti. Poi qualcosa si è potuta lievemente alterare perché c’era in atto una pandemia. Non abbiamo a lungo avuto il nostro pubblico al fianco. Ci sono stati danni economici non preventivabili. Patrimonializzazione e ringiovanimento della rosa sono stati la nostra missione, così come mettere il settore giovanile al centro del nostro progetto”.

Sul settore giovanile: “Dopo aver portato il Lecce Primavera ai vertici non è stato bello avermelo ritrovato in quelle condizioni in Primavera 2. E’ stata una ferita al cuore, ma ci siamo rimboccati le maniche e lo abbiamo riportato in alto per provare al tenerlo lì. Tempo al tempo, noi stiamo lavorando per riportare le giovanili dov’erano prima, al top. Dall’anno prossimo la Primavera non rientra più nelle competenze del settore giovanile ma rientra nelle competenze della prima squadra, quindi il responsabile della prima squadra lo sarà anche della Primavera, valutiamo se sarà così anche per l’Under 17”.

La promozione in Serie A è una vera e propria impresa: “Oggi ci ritroviamo con l’obiettivo Serie A, raggiunto tra l’altro con un anno di anticipo rispetto al tempo massimo che ci eravamo dati. Non sono tornato nel Salento per pettinare le bambole, non ci siamo nascosti dietro le parole ma avevamo detto chiaramente di voler raggiungere l’obiettivo che abbiamo raggiunto. Certo, ammetto che sapendo preventivamente che avrei affrontato così tante proprietà tra le più facoltose al mondo non avrei detto questa cosa. Ci sono realtà come Pisa, Como, Monza, Parma ma non solo che hanno possibilità economiche clamorose. A saperlo, con realismo e con la voglia di non tradire i tifosi, avrei detto che ci saremmo dovuti impegnare per mantenere la Serie B. Con impegno dirigenziale e di campo abbiamo invece raggiunto un obiettivo incredibile”.

Ora c’è l’attesa per le linee guida del club: “Siamo in una fase di effervescenza societaria, quindi non possiamo ancora. Ho chiesto però alla proprietà le condizioni di programmazione perché la Serie A a metà agosto sarà già al via e dobbiamo arrivarci preparati. Saremo, a livello di club, dei verginelli rispetto ad altre realtà, dunque sarà logico incontrare difficoltà anche perché il contesto è molto diverso da quello di queste ultime stagioni”.

Su Gabriel: “Per me Gabriel è un pezzo di cuore. Non posso dimenticare il mio ritorno a Lecce, quando mi sono dovuto sforzare per calarmi in uno spogliatoio diverso rispetto a ciò che avevo trovato. Dalla A avevo trovato Vera, Shakhov, Benzar, Lucioni e Gabriel. L’ucraino sono riuscito a collocarlo, gli altri due no e sono rimasti Lucioni e Gabriel. Rispetto ad altri, il brasiliano ha avuto un comportamento esemplare, ha capito i messaggi che volevo trasmettere e mi è stato di grande aiuto, assieme a capitan Lucioni. Sono stati di grandissima importanza soprattutto l’anno scorso. Quest’inverno ho chiamato Gabriel, come Coda e Lucioni, per rinnovare. Con gli ultimi due si è fatto, Gabriel ha detto che pur avendo grande legame con me e con il Lecce voleva prendersi del tempo per riflettere. E’ stato sincero e onesto. E’ chiaro che noi dobbiamo guardarci attorno perché non possiamo farci trovare impreparati qualora non ci sia la fumata bianca. Così abbiamo pensato ad una soluzione alternativa. Ora ci rincontreremo con i procuratori dicendoci le scelte prese”.

Il mercato estero è pronto a decollare di nuovo, ma non solo: “Non mi sono ancora organizzato per poter andare da nessuna parte, non abbiamo pianificato anche se ci sarebbe la possibilità di andare anche in Sudamerica. Dovevamo prima attendere di conoscere il campionato in cui giocare. Dopodiché la testa è stata su altri aspetti organizzativi, siamo in fase di programmazione. In ogni caso non ho previsione di fare viaggi in Sudamerica, mentre so già che con Stefano ci muoveremo in Italia ed in Europa. Come sempre guardiamo prima quello che abbiamo in casa, come fatto con Strefezza, Coda e Di Mariano, dopodiché in base alle risorse se non possiamo attingere al mercato di casa andiamo su altri mercati più sostenibili. Sono cose di cui va tenuto conto, è una cosa che va capita. I soci arrivano al Lecce perché il club è appetibile e lo è poiché persegue la strada della sostenibilità”.

Le offerte per i big saranno valutate: Non possiamo permetterci di dichiarare giocatori come incedibili perché siamo consapevoli delle nostre risorse. Questo però non vuol dire certo che apriamo le gambe al primo che arriva. Per Hjulmand e per Strefezza aspettiamo ciò che ci verrà consegnato per capire strategie future, fermo restando che per noi nessuno è incedibile”.

Al ds Trinchera il compito di sottolineare gli aspetti principali che hanno contribuito alla promozione: “Il fatto di essere arrivati davanti a club che hanno speso tantissimo vuol dire che si è fatto bene sotto tanti punti di vista. Se però devo trovare un elemento chiave, devo dire che l’aver avuto a che fare con una squadra che ha mostrato grande spirito di sacrificio è stato l’elemento principale che ci ha permesso di raggiungere l’obiettivo. Mi piace inoltre aggiungere che la tifoseria ha apprezzato molto l’impegno costante della squadra che non si è mai risparmiata. E’ stato mostrato un grande senso di appartenenza. E’ stato riconosciuto il gran valore nei ragazzi”.