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SERIE B – Attacco atomico, giovani risorse e voglia di tornare grandi: il Brescia di Corini

La domenica sera del sedicesimo turno di campionato in Serie B mette sul piatto una sfida che si preannuncia interessante e spettacolare, quella tra Brescia e Lecce, due squadre e due società che, dopo aver attraversato (per diversi motivi) acque agitate puntano a navigare quanto prima verso porti più consoni alla loro storia. Soprattutto due squadre che, partite in estate con obiettivi molto diversi, si trovano a battagliare insieme per le prime posizioni in classifica, dopo essersi messe almeno per il momento dietro compagini ben più attrezzate. Il tutto per merito di un calcio offensivo e di qualità che tutti gli appassionati di calcio auspicano di vedere anche nello scontro diretto sul manto erboso del Rigamonti.

Retrocesso in Serie B un anno prima rispetto al Lecce (che nel 2011 si salvò proprio a discapito di lombardi e Sampdoria), il Brescia da allora bazzica nella serie cadetta con alterne fortune. Fino a respirare l’aria di un doppio baratro: quello della Lega Pro prima, scongiurata solo grazie al ripescaggio del 2015, e della mancata iscrizione causa mancanza di fondi (mesta conclusione della gloriosa era Corioni) poi, a cui vi si è posto rimedio grazie agli aiuti dello sponsor Ubi Banca e del successivo passaggio di proprietà nelle mani dell’ex patron del Cagliari Massimo Cellino. Dopo un anno di transizione, questa stagione ai piedi delle Prealpi bresciane era già nata con l’obiettivo dichiarato di fare un campionato d’alta classifica con obiettivo playoff. Attese che hanno messo pressione sul tecnico esordiente David Suazo, al quale Cellino, mantenendo la sua fama, ha dato il benservito dopo tre turni in favore di Eugenio Corini. Con l’ex regista sono arrivate sei vittorie (due di fila nelle precedenti giornate), quattro “x” e solo un ko, a Venezia. Soprattutto il merito di Corini, numeri alla mano (il Brescia è il miglior attacco del campionato), si sta dimostrando la capacità di trarre il meglio dal potenziale offensivo della rosa, che conta sul capocannoniere Donnarumma, su Torregrossa e sui giovani e scattanti Spalek e Morosini. Il resto della rosa fa perno sull’esperienza difensiva di Gastaldello e Romagnoli, oltre ai tanti giovani di qualità: dalla stellina Tonali ai vari Mateju, Cistana, Bisoli, Martinelli, Lancini e Ndoj su tutti.

Brescia e Lecce tornano a misurarsi l’una contro l’altra dopo sette anni e per la trentanovesima volta. I precedenti sorridono di poco ai giallorossi, avanti 14 vittorie a 12 (12 anche i pareggi) nel computo totale ma sotto considerando le gare disputate in Lombardia: 7 vittorie biancazzurre, 4 giallorosse e 8 pareggi. Nell’ultimo incrocio fu pareggio in rimonta per i salentini allenati da Gigi Di Canio (2-2 con Corvia e Munari a rispondere a Caracciolo e Zoboli), mentre l’anno prima in Serie B fu Rispoli a punire il Lecce futuro vincitore del campionato (e in A proprio assieme al Brescia). Sulla vittoria leccese più recente al Rigamonti c’è la firma di Zdenek Zeman e di Cedric Axel Konan, che il cui diagonale fu decisivo nel tenere accesi i sogni Uefa della giovane banda del boemo.