SERIE A – Gli operatori tv: “Non ci sono solo i calciatori. Chi garantirà il nostro diritto alla salute?”

Gli operatori specializzati nelle riprese degli eventi, anche sportivi, lanciano una serie di interrogativi che riguardano la precarietà del loro lavoro e l'incertezza della garanzia del loro diritto alla salute

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“Chi garantirà il nostro diritto alla salute?” È uno dei tanti interrogativi lanciati dai lavoratori del Broadcas Team Italia, ossia degli operatori televisivi, dei registi e di tutti i lavoratori specializzati nella ripresa delle immagini, anche delle partite di calcio.

“Noi siamo gli invisibili dietro le telecamere e dentro le regie – si legge nel documento i nostri nomi non compaiono nei titoli di coda. Noi siamo quelli che si barcamenano in una jungla di contratti atipici, lavoriamo a chiamata, percepiamo paghe che non corrispondono neppure al tuo abbonamento alla pay tv (…). Ora che si parla di riapertura del campionato di Serie A, si discute di quarantena, test sierologici, viaggi in sicurezza, tamponi, distanze di contenimento per i giocatori; si ipotizzano partite nei campi del Centro e Sud Italia, di riduzione del numero di telecamere e quindi di personale tecnico (…) come faremo a lavorare? Quali sono i protocolli allo studio? Come faremo a raggiungere i campi? Chi ci farà i tamponi? Chi ci garantirà il diritto alla salute?”.

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Redazione SALENTOSPORT
Nata il 23 agosto 2010. Vincitrice del premio Campione 2015 come miglior articolo sportivo, realizzato da Lorenzo Falangone. Eletta "miglior testata giornalistica sportiva salentina" nelle edizioni 2017 e 2018 del "Gran Premio Giovanissimi del Salento". Presente al "FiGiLo" (Festival del Giornalismo Locale) nell'edizione 2018.
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