PROMOZIONE – Mano pesante del Giudice sportivo sul Carovigno. Valente: “Faremo ricorso”
Il Giudice sportivo ha giudicato i fatti avvenuti domenica scorsa a Carovigno, nei concitati momenti susseguitisi al fischio finale. Il comunicato riporta due giornate di squalifica al campo sportivo con la squalifica fino al 30/6 per il dirigente Barletta. La dirigenza del Carovigno, condanna l’episodio verificatosi a fine gara, ma ci tiene a precisare come simili avvenimenti siano lontani dalla cultura calcistica carovignese, che negli ultimi anni ha sposato la linea della non violenza.
Il vice presidente Valente preannuncia ricorso: "Erano anni che a Carovigno non succedevano avvenimenti violenti al "Comunale" della Nzegna.: I bollettini ufficiali confermano: l’ultima volta risale all’annata 2005-2006. A causa di alcuni tifosi che avevano invaso l’area degli spogliatoi, avemmo la sanzione delle porte chiuse per due giornate. Da quel giorno sono passati ben sette anni e a Carovigno non si sono più registrati fatti del genere grazie ad una rigorosa politica societaria che ha sempre bandito ogni forma di violenza nei confronti di chicchessia, allontanando quegli elementi più irascibili che popolavano gli spalti del "Comunale".
Oggi purtroppo queste nefandezze si sono di nuovo verificate. Ma c’è da dire anche che alcune responsabilità di quanto accaduto non sono tutte ascrivibili alla Società . Premesso che in nome dell’ASD Carovigno porgiamo le dovute scuse agli assistenti Talucci, Boschi e all’arbitro Ameruoso di quanto accaduto, indipendentemente dagli errori commessi in campo, che si sa, tutti possono commettere. Ma prima dell’inizio della gara il nostro DS Pulpito aveva comunicato all’arbitro di inserire in distinta un ulteriore dirigente come Forza Pubblica Sostitutiva invece di uno solo, in quanto era prevedibile che le Forze dell’ Ordine, impegnate in altre attività , potevano non essere presenti al Comunale durante lo svolgimento della partita. Infatti così è stato. Il sig. Ameruoso non lo ha ritenuto opportuno lasciando quindi in distinta un solo nominativo sottovalutando il problema.
In certe situazioni è insufficiente una sola persona a reprimere eventuali irruzioni da parte di qualcuno come si è verificato domenica. Il sottoscritto, comunque, è rimasto nell’area degli spogliatoi nonostante il diniego dell’arbitro a inserirmi in distinta, proprio per prevenire azioni incontrollate di qualcuno, cosa che poi effettivamente è avvenuta. All’uscita dal terreno di gioco, dopo il fischio finale, le proteste molto animate dei tifosi, sentitisi depredati da quel risultato ingiusto, hanno provocato lo scavalcamento dei cancelli di recinzione avvicinandosi alla terna arbitrale. Per cercare di evitare colluttazioni con gli stessi, ho cercato in tutti i modi di fermare il tentativo di aggressione che mi è costato anche il ferimento ad una mano con successivo ricorso alle cure dei sanitari presenti al campo. E questo l’arbitro lo ha visto con i suoi occhi in quanto sono caduto davanti a lui per fermare l’aggressore che era già arrivato "a portata di tiro", cercando in tutti i modi di evitare il peggio. Ma da solo non potevo fermare l’irruenza di altri che si sono spinti oltre il limite.
Il Giudice queste cose deve saperle perché tutto il possibile è stato fatto dalla Società per evitare quello che è successo. Ma le colpe non sono da attribuire esclusivamente alla Società . Per questo motivo sarà fatto ricorso alla Commissione Disciplinare perché riteniamo troppo pesante la sentenza emanata in primo grado, con la speranza che tali incidenti non succedano mai più."
