PROMOZIONE – Ostuni, caso Stabile-Camisa: il botta e risposta tra Pulpito e Marzio

Il vivace dibattito tra l'ex dirigente gialloblù e l'attuale legale della società brindisina è andato in onda durante "Triplice Fischio", trasmissione televisiva in onda su Rtm Web Manduria

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Foto: gli ospiti della puntata dell'8 aprile

Con riferimento al “caso Ostuni”, nel corso della trasmissione Triplice Fischio, andata in onda lunedì scorso, si è verificato un interessante botta e risposta tra Enzo Pulpito, ex direttore sportivo della società brindisina e l’avvocato Luca Marzio, ex presidente e attuale legale della stessa. Ma andiamo per gradi e spieghiamo come si è arrivati a questo giallo, che potrebbe anche determinare sconvolgimenti in seno alla classifica. Oppure no.

Esiste un procedimento in corso, presso la Procura Federale, volto ad accertare le responsabilità dell’Ostuni Calcio in merito a presunte irregolarità circa i tesseramenti dei calciatori Andrea Stabile e Gabriele Camisa. Il reato contestato sarebbe quello di apocrifia delle firme apposte sui relativi moduli di tesseramento. Tradotto in soldoni: qualcuno avrebbe firmato al posto dei due giocatori. L’indagine è partita in seguito alle denunce presentate da Enzo Pulpito e dal calciatore Carlo Burdo.

In collegamento telefonico, l’esperto dirigente tarantino ha spiegato quanto segue. “Ho denunciato l’accaduto alla Procura Federale e, insieme alla mia, è arrivata anche la denuncia di Burdo, il quale ha testimoniato di non aver firmato alcun tesseramento. Per quanto riguarda la questione relativa a Stabile e Camisa esistono prove schiaccianti, sulle quali gli organi competenti stanno cercando di fare luce”.

Incalzato su quali fossero i dettagli o le prove a corredo della sua denuncia, l’ex gialloblù ha specificato di non poter rivelare nulla in quanto c’è un procedimento in corso. Nel frattempo, all’indomani della gara persa, alla terzultima giornata, a Ostuni, il Taurisano ha presentato ricorso, che il giudice sportivo ha rigettato con la motivazione di non essere a conoscenza, al momento, di irregolarità da parte dell’Ostuni, ma riservandosi, eventualmente, di decidere in un secondo momento, qualora le irregolarità fossero accertate. Secondo Pulpito le possibilità che al Toro vengano assegnati i tre punti sono altissime e le conseguenze, a carico della società brindisina, sarebbero pesanti, oltre a determinare sconvolgimenti nella classifica generale. La novità dell’ultima ora è che anche la Corte d’Appello territoriale ha respinto il ricorso del Taurisano, sempre in base al principio “rebus sic stantibus”, ossia “allo stato delle cose”.

“Ho preso delle mie informazioni: il rischio è altissimo, sia per quanto riguarda i calciatori che per quanto riguarda i dirigenti. Credo che il campionato di Promozione nella parte bassa non sia concluso”.

Si è concluso, invece, nel giro di pochi giorni il matrimonio tra Enzo Pulpito e l’Ostuni. Ma non c’è rivalsa. Il dirigente tarantino ha spiegato che “nel breve lasso di tempo di 4-5 giorni avevo allestito un’ottima rosa. Poi per varie situazioni gestionali e altri motivi di cui non sono a conoscenza la dirigenza ha fatto dietrofront. Non è un gesto di rivalsa nei confronti della società, ma un atto doveroso a tutela di tutte le altre società che hanno investito tanto. Peraltro mi sento di sottolineare l’impresa compiuta dallo staff tecnico e dai calciatori, che hanno fatto un’ottima stagione. Però, se ci sono delle anomalie, queste vanno appurate”.

Immediata è arrivata la replica della società gialloblù, nella persona dell’avvocato Luca Marzio, che al telefono ha chiarito quanto segue. “Ci sono delle sentenze recentissime che affermano un principio molto chiaro, quello per cui non si può dichiarare la nullità del tesseramento per apocrifia del calciatore, se il calciatore con il proprio comportamento, con la propria partecipazione, abbia fatto dedurre un accordo negoziale già perfezionatosi. Il senso è che la firma potrebbe anche essere apocrifa, ma se la volontà delle parti è quella di rimanere vincolati da un accordo negoziale, che si consacra con la partecipazione del calciatore al campionato, quel tesseramento non è nullo. Lo stabilisce la sentenza del 26 gennaio 2017. Questo per quanto riguarda Stabile e Camisa. Per quanto, invece, riguarda Burdo, il calciatore non ha preso parte ad alcuna gara, quindi non esiste nemmeno l’eventualità che vi siano partite inficiate”. E su Pulpito va giù pesante. “Le sue motivazioni sono ridicole. Sarà stato mosso da qualche ripicca personale. Perché fare una cattiveria simile a una società e a dei calciatori che sono rimasti vincolati per l’intera stagione?”. Per l’avvocato Marzio la posizione dell’Ostuni è serena. “Siamo così tranquilli e certi dell’esito di questo procedimento, che abbiamo solo un unico interesse, cioè quello di proclamare che il calcio non è questo. L’Ostuni ha meritato la salvezza sul campo”.

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