MESAGNE – Coccioli: “Mentalità da grande squadra e spirito di sacrificio per provare a vincere il campionato”

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Foto: M. Coccioli

Dopo la partita di domenica scorsa, Mino Coccioli ha avuto tre motivi per essere contento: la sua squadra ha vinto in trasferta, il gol vittoria è arrivato proprio dai suoi piedi, almeno per novanta minuti è stato lui l’uomo simbolo del Mesagne, avendo indossato i gradi del capitano, in virtù della squalifica di Giorgio Angelè, titolare della fascia. In un ipotetico fantacalcio avrebbe fatto le fortune di chi lo avesse acquistato e per la verità, almeno fino a ora, è pure più decisivo di Dybala.

Il gol che non ti aspetti, quello del terzino. “L’aver segnato una rete decisiva, su un campo ostico e con al braccio la fascia da capitano, ha rappresentato il completamento di una giornata perfetta – confessa il difensore classe 1983 -. “Il gol è arrivato presto, al 18’, per cui eravamo consapevoli che avremmo potuto anche andare in sofferenza. Siamo stati bravi a non rilassarci. Alla fine sono arrivati tre punti preziosissimi. Contro una signora squadra e nonostante i gravi problemi di formazione. “L’Ostuni mi ha molto impressionato. Sicuramente lotterà per qualcosa d’importante. Noi, dal canto nostro, eravamo in piena emergenza: il mister si è dovuto reinventare la difesa, schierando centrale un terzino classe 1999. È venuta fuori la nostra compattezza. E d’altra parte, se non hai un gruppo affiatato, non vinci su un campo difficile come quello di Ostuni. Abbiamo lanciato un segnale importante alle nostre avversarie. Vogliamo essere protagonisti, vogliamo arrivare tra le prime cinque”.

Tre punti per scongiurare la crisi, dopo le due sconfitte consecutive (compresa quella di coppa, che ha determinato l’eliminazione dal torneo), tre punti per rilanciarsi in classifica, dritti dritti al primo posto, sia pure in coabitazione col Tricase, il Lizzano e l’Aradeo e in attesa di conoscere l’esito dei recuperi dello stesso Tricase e della Salento Football, distante tre lunghezze. “Essere in cima è sempre una bella sensazione, ma da veterano consiglio di vivere questo momento mantenendo un profilo basso. La vittoria di Ostuni deve essere un punto di partenza. Dobbiamo restare con i piedi per terra perché ancora non abbiamo fatto nulla”. L’unica certezza deriva proprio dall’incertezza. “Sarà un campionato bellissimo e tecnicamente più elevato dei precedenti. È un piacere potervi partecipare. Ci sono tante squadre attrezzate: credo che la lotta al titolo sarà aperta fino alla fine”.

Ed ecco la sua ricetta vincente. Mentalità da grande squadra e spirito di sacrificio: solo così si può vincere un campionato di Promozione. Il gesto tecnico è importante, ma ciò che conta di più è quello che hai dentro. Bisogna letteralmente buttare il cuore oltre l’ostacolo”. E infine non poteva mancare l’accenno all’affaire Ribezzi-Marangio. “Io mi limito a fare il calciatore, per cui non compete a me commentare determinate situazioni. Posso solo dire che è stato un piacere ritrovare un allenatore che mi conosceva già, sia come persona che come calciatore, per averlo avuto ai tempi del Manduria”.

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