MANDURIA – Erario: “Per noi, una stagione che può passare alla storia”
La maglia biancoverde come responsabilità, la maglia biancoverde come seconda pelle. È questo il messaggio che è passato durante la stagione appena conclusa e che Giuseppe Erario, calciatore simbolo del Manduria, tiene a sottolineare con forza. “La maglia del Manduria è una maglia che pesa e noi abbiamo fatto tutto il possibile per onorarla al massimo. Il Manduria calcio è un bene collettivo”. E non si fa fatica a credergli. La quasi totalità dei calciatori in organico è del luogo e gli altri provengono dai paesi limitrofi. Gli stimoli vengono da sé. “È stata la dimostrazione di come sia possibile fare calcio, in maniera dignitosa, anche con ragazzi del posto – fa notare il centrocampista classe 1988 -. “E speriamo sia il viatico giusto per il ritorno, nel futuro immediatamente prossimo, dei tanti calciatori manduriani sparsi qua e là”.
La stagione dei messapici è stata esaltante. Partito con gli sfavori del pronostico e considerato, dai più, come la classica squadra materasso, il Manduria ha sovvertito ogni giudizio negativo e conquistato, con largo anticipo, una salvezza stra meritata. “All’inizio pensavamo di poterci salvare attraverso i play out. Ma poi le cose sono andate sempre meglio. Sono arrivati i risultati e abbiamo offerto prestazioni di alto livello. In alcune circostanze abbiamo persino raccolto meno di quanto meritassimo. Ho avuto la certezza che ci saremmo salvati a dicembre, al termine della partita vinta con l’Avetrana. E tutto grazie a un grande allenatore, a una dirigenza meravigliosa che non ci ha mai fatto mancare nulla, e grazie al gruppo, che ha dimostrato di essere una vera famiglia, anche lontano dal terreno di gioco. È stato questo il vero segreto di un’annata brillante, di una stagione che può passare alla storia”.
Anche a livello personale le soddisfazioni non sono mancate. Giuseppe Erario ha rappresentato un punto fermo del centrocampo biancoverde. Peccato per l’infortunio che lo ha tenuto lontano dai campi di gioco per più di un mese e per le troppe squalifiche, sei. E infine un pensiero per i tifosi. “L’assenza del tifo organizzato si è fatta sentire, gli ultras ci sono mancati moltissimo. Con loro, sempre al nostro fianco, avremmo vissuto, ancora, più intensamente, la mandurianità”.
