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FASANO vs LEVERANO – Scontro fondamentale in chiave playoff: l’analisi di due leader, Amodio e Patruno

Quinta contro terza, sesta contro prima. Fasano-Leverano e Avetrana-Mesagne. È questo il programma previsto dal trentatreesimo turno di campionato, penultimo della stagione regolare. Un calendario che sembra partorito da una mente contorta e geniale, che ha destinato, alle ultime tre giornate, tanti scontri al vertice, che se non sono decisivi poco ci manca. Vietati i passi falsi. La conquista del titolo o di un posto nei play off passa attraverso un unico obbligo, la vittoria. Lo sanno bene Fasano e Leverano, che potrebbero addirittura vedere estromessa la propria partecipazione agli spareggi promozione a causa della famosa regola dei sette punti. Le due squadre sono separate da una sola lunghezza. All’andata era finita sul 2-2.

Abbiamo analizzato i temi relativi alla gara e al finale di campionato con Giuseppe Amodio, attaccante monopolitano classe 1989, con trascorsi importanti anche tra i professionisti, in forza da due stagioni al Fasano e autore di sette reti in campionato. E poi lo abbiamo messo a confronto con Antonio Patruno. La vittoria di domenica scorsa, a Laterza, ha allungato a diciotto la striscia di partite senza sconfitta e soprattutto ha mantenuto accesa la speranza dei play off. “È stato un match difficile, giocato su un campo ostico – ammette Amodio -. “Abbiamo incontrato un avversario galvanizzato dagli ultimi positivi risultati e determinato a salvarsi. Dal canto nostro, abbiamo avuto il giusto approccio alla gara. Nel primo tempo abbiamo costruito tanto, abbiamo persino colpito un palo e una traversa. Nella ripresa abbiamo, sempre, avuto, in mano, il pallino del gioco e, soprattutto, abbiamo avuto il merito di essere pazienti e di non avere fretta nel cercare la via della rete. È stata una vittoria meritata e fondamentale in ottica play off”.

E siccome gli esami non finiscono mai, il prossimo turno metterà di fronte i biancazzurri al Leverano. Che partita si aspetta l’attaccante monopolitano. “Credo che dopo una prima fase di studio, il Leverano se la giocherà a viso aperto, perché, come noi, ha la necessità di fare bottino pieno. Per quanto ci riguarda, dovremo fare la partita della vita. Il 100% non basterà, dovremo dare di più. Coraggio, sacrificio, volontà e determinazione: sono queste le armi da affilare. Nella speranza di vedere il “Vito Curlo” gremito di tifosi, perché abbiamo bisogno di tutto il loro supporto, data l’importanza della posta in palio”. In teoria, i brindisini sono ancora in corsa per il primo posto. La matematica dice questo. In pratica, sei punti, a due giornate dalla fine, appaiono una distanza impossibile da colmare. Sembra non crederci neppure Amodio. “Dobbiamo sperare che il Mesagne perda ad Avetrana, che l’Otranto non vinca con l’Alberobello e che poi esca sconfitto dalla trasferta di Leverano, demandando tutto allo scontro diretto dell’ultima giornata tra noi e il Mesagne. Credo che abbiamo solo il 2% delle possibilità. Chi pensa, dunque, abbia più chance di mettersi in bacheca il titolo? “L’Otranto è la squadra che mi ha colpito di più, sia per l’organizzazione di gioco che per le individualità che può mettere in mostra. Credo che il torneo si deciderà sul filo di lana”. Il che aumenta i rimpianti per una stagione decollata troppo tardi e partita coi favori del pronostico. “Il dispiacere è forte, soprattutto se pensiamo ai troppi pareggi. Avremmo potuto fare di più. D’altro canto siamo orgogliosi per il cammino delle ultime diciotto giornate. Adesso, pensiamo a vincere le ultime due gare”.

Antonio Patruno è uno che non ha bisogno di presentazioni. Carisma, personalità, acume tattico e piedi educatissimi. Uno che è ancora capace di fare la differenza, nonostante le trentanove primavere. Uno che, come dichiarato alla vigilia del derby in esclusiva per Salento Sport, mister Calasso avrebbe volentieri fatto a meno di vedere in campo. E proprio la stracittadina con la Salento Football è l’emblema della stagione bianconera. “È stata una partita molto sentita, data anche l’importanza della classifica. Le due squadre si sono affrontate a viso aperto. Noi abbiamo disputato una buona gara, forti, anche, della superiorità numerica. Dopo aver pareggiato, siamo andati per due volte in vantaggio, ma non siamo stati in grado di chiudere il match, e così al 90’ è giunta la beffa del pareggio. Un punto a testa che non accontenta nessuno e che, anzi, rende incerto il discorso play off. Dicevamo lo specchio della stagione bianconera, con troppi chiaroscuri, non solo sulle maglie. Ogni volta che bisognava svoltare, la squadra non si è mai fatta trovare pronta. “I rimpianti sono tanti. Pensiamo, per esempio, alla partita di Lizzano, che ci ha, definitivamente, estromessi, dal discorso primo posto. Abbiamo perso nonostante la sproporzione di valori tecnici in campo a nostro favore. In generale, abbiamo lasciato per strada un po’ di punti contro le cosiddette piccole. Sono venuti fuori i limiti di una squadra giovane e inesperta.

Col Fasano sarà una partita da dentro o fuori. “Ci giochiamo un campionato intero. I brindisini mi hanno fatto una buona impressione all’andata. Sono una squadra organizzata, che sta vivendo un grosso periodo di forma, e a cui è difficile fare gol. Ma noi non siamo da meno. Dobbiamo far prevalere lo spirito di gruppo e di sacrificio, mettendo in campo la giusta concentrazione e cattiveria agonistica. Meritiamo questi play off e faremo di tutto per vincere le due partite che ci restano”. E per quanto, invece, riguarda il titolo, chi vede favorita Antonio Patruno? “Se il Mesagne vince ad Avetrana, mette una seria ipoteca sul campionato. Altrimenti bisognerà rinviare tutto all’ultima giornata”.

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