CAROVIGNO – La telefonata che ti allunga la vita

La storia della domenica da film dei ragazzi del Carovigno, da mezzogiorno in famiglia a mezzogiorno di fuoco: parla Sasà Scarcella

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Foto: Sasà Scarcella

Negli anni Novanta circolava un famoso spot pubblicitario in cui una telefonata allungava la vita. Non è solo artificio comunicativo, perché una telefonata può davvero salvare da situazioni molto complicate. È quello che è accaduto domenica scorsa. Ore 12.30, squilla il telefono. “Sasà te la senti?”. Sasà sta per andare a pranzo fuori con moglie e figli. Una domenica ormai programmata, da dedicare alla famiglia. Ma c’è da salvare l’onorabilità della storia calcistica carovignese.

“Era la telefonata che speravo arrivasse – racconta Sasà Scarcella -. “Dall’altra parte c’era il direttore Greco che mi chiedeva se io e gli altri calciatori con maggiore esperienza ce la sentivamo di scendere in campo per onorare la maglia rossoblù. Non ci abbiamo pensato su un attimo”. Da mezzogiorno in famiglia a mezzogiorno di fuoco. La corsa contro il tempo, per cercare di raccogliere la disponibilità, davvero all’ultimo respiro, di un gruppo sufficiente di calciatori tale da poter affrontare la trasferta di Leverano. Dopo la smobilitazione societaria, la consegna del titolo al sindaco e la richiesta, fatta ai calciatori, di non prendere più parte all’attività agonistica, tutti si erano sentiti liberi di trascorrere una domenica “alternativa”. “I miei compagni sono stati davvero eccezionali – sottolinea il bomber brindisino -. “Hanno cancellato gli impegni già presi e accettato di affrontare una trasferta a proprie spese e mettendo a disposizione i propri mezzi. È venuto fuori l’orgoglio di ciascuno di noi. Ma, una volta ricompattate la fila, ci siamo resi conto che ci mancavano 2-3 titolari e il portiere”.

Niente paura se il tuo allenatore si chiama Ivan Termite. Mai, forse, si sarebbe aspettato di dover rimettere i guantoni per tamponare una simile emorragia. La squadra è arrivata una manciata di minuti prima del fischio d’inizio, tra l’incredulità generale. Il Carovigno non solo si è presentato a Leverano, ma ha anche vinto. Il gol decisivo è di Salvatore Scarcella. “Quando si verificano determinate vicissitudini, scatta una molla importante. Ci siamo detti che non avevamo nulla da perdere, anche perché per tutta la settimana non ci eravamo allenati. Più che per la prestazione e per il gol sono contento per la gioia che abbiamo regalato a tutte quelle persone della dirigenza che con tanto sacrificio hanno cercato di portare avanti un progetto calcistico a Carovigno”. E che negli ultimi giorni sembrava davvero difficile da continuare, visto il disimpegno del Comune e le promesse disattese. “Ma grazie a questa partita sembra che le cose si stiano sistemando da un punto di vista societario – confessa Scarcella -. “A volte basta una piccola scintilla per far scoppiare un fuoco”.

Con il successo sulla Salento Football, il Carovigno si è tolto dall’ultimo posto, scavalcando proprio la formazione di Antonio Renis e ha agganciato il Veglie. “Leverano può essere davvero il bivio della nostra stagione. Abbiamo iniziato questa settimana con ancora più voglia. Dobbiamo proseguire su questa strada, anche perché già da nelle ultime 2-3 partite abbiamo dimostrato di stare bene fisicamente e mentalmente”. Tra dieci giorni riapre il mercato. Dove vede il proprio futuro Scarcella? “Mi siederò a tavolino con la società e faremo il punto della situazione. Se ci saranno le condizioni per andare avanti, mi farà piacere restare a Carovigno”.

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