Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

PRIMA CATEGORIA – Ruffano-Capo di Leuca: il pallone entra in porta ma l’arbitro non se ne accorge. Il video

Ha dell’incredibile quanto successo ieri durante Ruffano-Capo di Leuca, Prima Categoria girone C. Le squadre erano sul punteggio di 0-2 quando al Ruffano viene concesso un calcio di rigore. Della battuta se ne occupava Matteo Luca che con un destro incrociato batteva il portiere ospite Alessandro Leopizzi per il gol che doveva essere quello dell’1-2. Il pallone, però, una volta entrato in porta, ne è uscito da un buco, traendo in inganno l’arbitro, signor Savino Dicorato della sezione di Molfetta, che comandava una ripresa del gioco con una rimessa dal fondo, tra le ovvie proteste dei calciatori e tifosi di casa. A nulla valevano le parole dei calciatori gialloblù, Leopizzi in testa, che riferivano all’arbitro che il pallone era effettivamente entrato e che il gol era valido. Alla fine mancavano cinque minuti più recupero e in questo brevissimo frangente il Ruffano, poi, riusciva prima a dimezzare le distanze, poi a pareggiare la partita.

NOTA DEL CAPO DI LEUCA – Il commento all’accaduto del presidente del Capo di Leuca, Pierluigi Caputo: “A mio parere oggi abbiamo perso una grande occasione, dimostrare a tutti quello che come ASD Capo di Leuca vorremmo essere e quello in cui crediamo da oltre dieci anni, ovvero uno sportmigliore”.

Nel match clou odierno Ruffano Capo di Leuca è stato assegnato un rigore al Ruffano, regolarmente realizzato, ma il caso ha voluto che la palla uscisse, probabilmente da un buco della rete della porta, inducendo l’arbitro, fino ad allora autore di una prestazione pregevole, a non concedere il gol.

I nostri giocatori hanno prontamente ammesso che il gol fosse regolare ma il direttore di gara, inspiegabilmente, non ha cambiato idea.

A quel punto, dalla mia posizione proprio alle spalle della porta (ci sono le riprese video a testimoniarlo) ho dato direttamente indicazioni al nostro portiere al fine di agevolare un gol avversario per rendere giustizia ma, nella concitazione del momento, evidentemente non sono stato adeguatamente perentorio e sicuramente c’è stato un difetto di comunicazione con la tutta nostra panchina, che, inconsapevole di questa mia indicazione, ha ritenuto che, trattandosi di un errore arbitrale (seppure grave, ma di questo stiamo, ahimè, parlando) il gioco dovesse riprendere con una rimessa dal fondo.

In un accadimento imprevedibile e non atteso non siamo stati lucidi, non abbiamo comunicato bene tra di noi, abbiamo detto ma non abbiamo fatto (ed io avrei preferito fare, perché i fatti restano, le parole volano, come anche quelle sincere di questo post) questa è la nostra colpa e me la sento tutta. Resta solido il rapporto di amicizia con la società Ruffano e coi suoi dirigenti. 

Siamo stati vicinissimi a fare qualcosa di importante e di giusto (a mio parere) e per questo sono dispiaciuto e mortificato, sarebbe stata una giornata di crescita per tutti.

Alla fine il risultato di parità, non preventivabile al minuto 85^, ha sistemato sportivamente la vicenda calcistica, ma resta l’amaro in bocca per quello che sarebbe potuto essere e non é stato. Andiamo avanti con un ulteriore insegnamento che dobbiamo tenerci stretto nel corso della nostra attività sportiva, parafrasando un famoso motto: “Vincere è importante ma NON è l’unica cosa che conta.”