[ESCLUSIVA SS] PORTO CESAREO – Margagliotti sbalordito: “Un’ingiustizia arbitrale contro Zollino”
Caso rarissimo e del tutto singolare in Porto Cesareo-Minervino, gara valevole per la quarta giornata del girone C di Prima Categoria e terminata 2-1 in favore dei padroni di casa. Nella ripresa, dopo uno scontro di gioco, il biancazzurro De Mitri restava a terra sanguinante dal volto (la prognosi rivelerà poi la rottura del setto nasale e cinque punti di sutura per lo sfortunato difensore). Il suo compagno di reparto, Mino Zollino, da buon capitano, cercava quindi in tutti i modi di attirare invano l’attenzione del direttore di gara, il Sig. Michele Lopez di Bari.
“Zollino ha afferrato l’arbitro per un braccio -racconta in esclusiva per SalentoSport mister Margagliotti– non è stato violento. Non voleva assolutamente esserlo. Intendeva solo richiamare l’attenzione dell’arbitro perché De Mitri era a terra esanime, sanguinante. Il direttore di gara ha quindi espulso il nostro capitano, per doppia ammonizione. Ma non è questo il problema”.
La stranezza, difatti, è ciò che l’arbitro poi scriverà nel referto, al punto tale che il Giudice sportivo inibisce Zollino fino al 26 dicembre prossimo venturo “perché raggiungeva -si legge nel comunicato ufficiale- il Direttore di gara alle spalle afferrandolo per il collo, con una mano, e stringendolo con forza, intimandogli con tono aggressivo di assumere un provvedimento disciplinare nei confronti di un calciatore avversario resosi protagonista di un fallo ai danni di un proprio compagno di squadra. Notificatogli il provvedimento di espulsione abbandonava il terreno di giuoco sollecitamente”.
“E’ un’ingiustizia -prosegue il tecnico del Porto Cesareo- arrivare a scrivere certe cose nel referto è assolutamente fuori luogo, si lede l‘immagine del campionato. E’ assurdo. Ho visto tutto coi miei occhi. L’inibizione è inaccettabile. Io da educatore e allenatore talvolta rimprovero i miei ragazzi perché sono fin troppo educati ed onesti. Quando invece sarebbe necessaria un po’ di furbizia o cattiveria agonistica, in determinate situazioni. Poi Zollino è un ragazzo d’oro che nella sua carriera aveva collezionato solo squalifiche per somma di ammonizioni. Per un difensore centrale non è una cosa da poco. Ripeto: ha visto il compagno sanguinante a terra e ha cercato di attirare l’attenzione dell’arbitro. E’ inammissibile che si punisca il ragazzo senza che abbia commesso nulla di offensivo nei confronti dell’arbitro”.
