VIRTUS FRANCAVILLA – Le pagelle post Fondi: De Toma ed Abruzzese sontuosi
Confronto aspro, con tanti duelli ma tutti leali: tra Virtus Francavilla e Fondi a festeggiare sono i biancazzurri che, in virtù del doppio risultato a favore, accedono al secondo turno dei playoff pareggiando 0-0: queste le pagelle del match.
VIRTUS FRANCAVILLA: Albertazzi 6.5; Idda 6.5, De Toma 7, Abruzzese 7; Albertini 5.5 (31′ Pino 6), Prezioso 6, Galdean 6, Alessandro 6 (63′ Biason 6), Pastore 6.5 (87′ Vetrugno sv); Nzola 6.5, Abate 5.5. Allenatore: Calabro 6.5
FONDI: Baiocco 6.5; Galasso 6, Signorini 6.5, Bertolo 7, Squillace 6 (86′ D’Angelo sv); Varone 6.5, De Martino 6; Giannone 5 (62′ Gambino 5.5), Tiscione 6, Calderini 6.5; Albadoro 5.5. Allenatore: Pochesci 6
I MIGLIORI
De Toma 7: giganteggia in tutte le situazioni difensive, stravince i duelli sia con Albadoro che con Gambino, concedendo ad entrambi solo le briciole. Capitano coraggioso e uomo simbolo di una Virtus che sta costruendo fortune e successi sulla continuità. Applausi a scena aperta.
Abruzzese 7: se non lo vedi lo senti. Chiedere a Giannone, tra gli elementi avversari più pericolosi, completamente spazzato via dal campo. Oltre ad una fase difensiva sontuosa, dimostra la sua leadership parlando spesso in campo con i compagni, dispensando suggerimenti e qualche richiamo a muso duro quando serve. Solidità ed esperienza.
Bertolo 7: contro un cliente temibilissimo come Nzola, che peraltro gioca una buona partita, il centrale laziale se la cava alla grande. Chiusure puntuali ed attente, senza fronzoli né sbavature. Partecipa anche con discreti risultati all’impostazione della manovra. Calciatore completo.
Calderini 6.5: croce e delizia per il Fondi. Ad un primo tempo apatico e svogliato, fa seguire una ripresa su di giri, in cui costruisce praticamente tutte le palle gol dei suoi, prendendosi la responsabilità di inventare. Spettacolari il suo sinistro improvviso che, passando ad un palmo dall’incrocio dei pali, fa sudare freddo i sostenitori biancazzurri e la serpentina in area virtussina che costringe Albertazzi in angolo.
I PEGGIORI
Abate 5.5: non è una bocciatura piena, perché sotto il profilo dell’impegno e del senso di sacrificio si fa apprezzare tantissimo. Ma in fase offensiva è praticamente inesistente, nessuna conclusione o iniziativa tale da poter essere considerata pericolosa. E da una punta come lui qualche guizzo è sempre lecito aspettarselo.
Giannone 5: non è un caso che sia lui il primo sacrificato da Pochesci dopo poco più di un quarto d’ora dall’inizio della ripresa. Nel primo tempo si fa notare solo per un paio di punizioni scodellate a centro area con il suo solito mancino educato; per il resto scompare dal campo, sovrastato da Abruzzese e Pastore. Pomeriggio difficile.
I TECNICI
Calabro 7: ennesimo capolavoro tattico per l’allenatore salentino. Imbriglia il Fondi, riuscendo a limitarne quelle che sono le armi più insidiose. Squadra sempre compatta, unita, che sa soffrire quando la partita lo richiede. Un’altra prova di maturità, che mette ai suoi in tasca il biglietto per andarsi a giocare un doppio turno playoff con il Livorno.
Pochesci 6: dopo un primo tempo sornione e, prevedibilmente bloccato, i laziali accelerano nella ripresa, ma le uniche vere occasioni arrivano su fiammate dei singoli e non per iniziative corali. Il Fondi esce con l’onore delle armi, i rimpianti non sono legati alla partita di oggi quanto ad una stagione che, vista la qualità della rosa a disposizione, si poteva e doveva concludere con una classifica differente e migliore.
