VIRTUS FRANCAVILLA – Magrì striglia la squadra: “Non voglio chiudere in flessione la stagione”
Con la Fidelis Andria la Virtus ha incassato l’ennesima sconfitta di un momento non proprio brillante. Una nuova caduta che non è andata giù al presidente Antonio Magrì: “Non sono assolutamente soddisfatto di quello che la squadra sta facendo in questo ultimo periodo. Se prima mancavano solo i risultati, a fronte di partite giocate discretamente, ora anche le prestazioni non sono positive e quella con l’Andria ne è un classico esempio. Si corre il rischio di perdere e dimenticare quanto di buono si è fatto finora e non voglio assolutamente chiudere in flessione e con una fase negativa questo campionato”.
Il Francavilla sta fronteggiando un periodo di emergenza continua, non si può negare, con tante defezioni tra infortuni e squalifiche. Ma non basta secondo il numero uno biancazzurro a spiegare il trend negativo: “Devo registrare un rendimento sottotono da parte di tutti, nessuno escluso. Forse c’è stato un po’ di appagamento per i grandi risultati fatti recentemente e per la salvezza conquistata con largo anticipo. Abbiamo alzato l’asticella dei traguardi e addirittura il mister ha parlato di lotta per la Serie B. Tutto questo, purtroppo, non è servito a niente. Anzi, non siamo stati per nulla efficienti, malgrado tali importanti obiettivi”.
Adesso, però, è tempo di stoppare l’emorragia: “È evidente che mi aspetto una reazione da parte della squadra – dichiara Magrì – , uno scatto d’orgoglio in queste ultime quattro partite. Dobbiamo dimenticarci in fretta dello spettacolo indecoroso che è stato offerto domenica contro l’Andria. Ci deve essere necessariamente una svolta anche per non avere contraccolpi sulle presenze del pubblico allo stadio. Già domenica scorsa abbiamo registrato un calo di partecipazione. La svolta è necessaria”.
Infine, una considerazione su alcune dichiarazioni rilasciate nel post gara da Calabro. “Ho sentito che si parlava di dirigenti, ma io credo che il tecnico e la squadra debbano solo pensare ad uscire da questo tunnel. Io, poi, per mia indole, quando si perde difficilmente parlo con qualcuno. Preferisco stare da solo. Ecco perché non ho parlato né con il tecnico, né con i ragazzi – conclude Magrì – . Bisogna star tranquilli”.
