TARANTO – Pareggio senza emozioni. A Siracusa finisce a reti bianche
Inizia con un punto in trasferta il cammino del Taranto nel 2017. A Siracusa i rossoblù escono indenni contro la formazione locale che si era imposta nelle ultime cinque gare casalinghe. Pochissime le emozioni vissute al ‘De Simone‘ con i siciliani più aggressivi ma sterili in attacco; più ordinato il Taranto che non ha corso pericoli seri ma non ha punto mai in attacco.
PRIMO TEMPO – L’approccio alla gara del Siracusa è più spinto e si fa preferire per grinta e determinazione ma il Taranto non si lascia intimorire e risponde agli attacchi siciliani con un’attenta fase difensiva, rinunciando a quella offensiva. In evidenza Paolucci e Viola che spesso ripiegano nella propria trequarti a dar manforte ai compagni. La prima vera occasione pericolosa capita sui piedi di Brumat, al 36′, ma il suo diagonale rasoterra termina sul fondo. Quattro minuti dopo ancora Brumat dalla distanza chiama Maurantonio alla respinta con i pugni mentre, quando mancano due minuti all’intervallo, Paolucci si fa vedere dalle parti di Santurro che para senza problemi.
SECONDO TEMPO – La ripresa non offre uno spettacolo migliore. E’ il Taranto a farsi vivo per primo, al 9′, con una conclusione di destro dal limite, effettuata da Paolucci, il quale non inquadra lo specchio. La risposta della squadra di casa arriva pochi minuti dopo con la conclusione di Spinelli che Maurantonio blocca in sicurezza. Il Siracusa va vicinissimo al gol al 20′. Cross dalla sinistra per la testa di Giordano che viene anticipato, provvidenzialmente, dalla testata di Som che si rifugia in angolo salvando di fatto il risultato. Girandola di cambi nelle due formazioni: debutto per Emmausso, nel Taranto, che rileva Bollino. Pochi minuti dopo, lascia il campo Lo Sicco per il rientrante Nigro. Risponde mister Sottil con l’ingresso di Talamo per Azzi mentre, al 39′, deve rinunciare all’infortunato Giordano: al suo posto Toscano. Minuti finali all’arma bianca per i locali che non sfondano il muro eretto da Stendardo e compagni.
