MARTINA FRANCA – Tilia si dimette: “Ecco chi ringrazio e chi non ringrazio…”

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Foto: Tilia con Rajcic - @asmartinafranca1947.it

Lo aveva in parte anticipato al termine di Martina Franca-Melfi. L’avvocato Luca Tilia ha rassegnato le sue dimissioni da numero uno del sodalizio biancazzurro.

Ci disse, testualmente, che, al termine della gara di Melfi, avrebbe detto quello che, quel sabato pomeriggio a Martina, per ragioni di opportunità, non sarebbe stato giusto dire e così ha fatto, da persona sanguigna e coerente e che non le ha mai mandate a dire. Per dovere di cronaca, riportiamo integralmente il contenuto della lettera che ha trasmesso agli organi di stampa.

“Abbiamo realizzato un’impresa epocale e, per certi versi, ineguagliabile. Credo fermamente che questa salvezza abbia un valore inestimabile per come è maturata e per quello che dovrebbe rappresentare per una città come Martina Franca. Abbiamo raccolto una sfida impossibile e l’abbiamo vinta. Ci ho sempre creduto e ho sempre in qualche modo anticipato quello che sarebbe successo. Avevo predetto che eravamo destinati ai play-out e così è stato. Avevo predetto in radio che ci saremmo salvati al 99% ed è quanto accaduto. Da quando mi sono trovato catapultato nel Martina, assolutamente per caso, sobbarcandomi ogni settimana migliaia di chilometri da Roma, mi sono subito affezionato alla gente, alla nuova società che mi ha coinvolto e legato ad un ideale che credevo possibile: quello di riuscire a fare calcio a Martina. Mi sono messo in discussione in prima persona per dimostrare con i fatti il mio reale impegno alla causa del Martina. Ho rimediato alla incauta e fallimentare gestione di chi mi ha preceduto (gestione Lippolis, n.d.r.) raccogliendo una sfida improba ed assumendomi immani responsabilità con passione, ma anche tanta incoscienza. Ho ripianato tutti i debiti contratti in città da chi ha operato da luglio a novembre 2015 ed impiegato risorse economiche di gran lunga superiori a quelle somme che avevo sempre promesso di poter garantire, per far fronte a tutte le esigenze economiche societarie, mentre l’avv. Muschio ha contributo a coprire l’eccedenza. Ben presto, mi sono ritrovato solo, non sul piano effettivo, ma sul piano economico”.

Ed ecco che Tilia passa a delle amare considerazioni, piuttosto forti nel loro tono: “Ho compreso che fare calcio a Martina, almeno allo stato attuale, è impossibile. Le imprese di Martina non rispondono e poi ci sono diversi fattori ostativi. Proprio per questo, tengo a non ringraziare il vice questore aggiunto, Dott. Francesco Salmeri, che ha contribuito sensibilmente ad innalzare i costi di una già precaria e traballante gestione delle risorse economiche, imponendo un numero di steward sempre in quantità industriale anche laddove non c’erano reali preoccupazioni di ordine pubblico per farlo. Per la cronaca, a Melfi, nel ritorno play-out dove c’era un numero di spettatori pari quasi al doppio della media spettatori registrata al “Tursi “ per tutto l’anno, sono stati impiegati solo 18 steward, mentre a Martina sono stati impiegati anche 120 steward per una gara con esborsi esorbitanti per ogni evento interno a fronte di entrate irrisorie.

Non ringrazio il Sindaco ed il Comune di Martina Franca che non hanno mai contribuito a sostenere fattivamente una realtà sportiva prestigiosa di cui beneficia la stessa città di Martina Franca, anche in termini turistici.

Non ringrazio chi non ha avuto un’umana comprensione sotto l’aspetto logistico (cioè don Martino) quando eravamo in difficoltà nel bel mezzo del campionato, sfrattandoci da un giorno all’altro, nonostante il sottoscritto si sia fatto carico di saldare tutti i debiti della vecchia gestione. Tale prelato, dopo avere incassato il denaro a saldo del vecchio, senza la minima comprensione umana e religiosa ci ha fornito il ben servito, mandando via, con banali scuse, tutti i ragazzi/giocatori dal convento”.

Nomi e cognomi Tilia li fa espressamente anche di coloro i quali vanno ringraziati.

Ringrazio, invece, chi ha sofferto con me e mi ha accompagnato in questo impervio e vincente tragitto. Ringrazio l’avv. Donato Muschio che, da grande tifoso del Martina, si è sempre attivato per garantire una continuità al progetto prestigioso da lui intrapreso e portato a termine. Ringrazio il direttore generale, Nino Petrosino, per il suo apporto di grande esperienza e per essersi prodigato assolutamente sotto forma di volontariato. Ringrazio il volontariato e l’attivismo instancabile del team manager, Fabrizio Buonfrate. Ringrazio il volontariato del segretario, Pasquale Saldamarco, sempre disponibile. Ringrazio il volontariato del dirigente accompagnatore, Tonino Basta. Ringrazio il dirigente Luca Petrini, il quale mi ha accompagnato da Roma a Martina ed in tutte le trasferte, per il solo spirito di sacrificio, anche con mezzi propri.

Ringrazio il lavoro egregio e professionale dell’addetto stampa, Sandro Corbascio, che, a fronte di un impegno assiduo e puntuale, ha rimediato solo piccoli rimborsi spese. Anche lui ha fatto volontariato (e sulla sua professionalità, competenza, puntualità e disponibilità la nostra redazione non può che associarsi alle dichiarazioni di Tilia, n.d.r.). Ringrazio i volontari dei suoi colleghi dell’Area Comunicazione e Marketing. Ringrazio sentitamente lo speaker, Giuseppe Germano, che è venuto a fare la differenza a proprie spese anche nella decisiva gara di andata play-out contro il Melfi quando era ancora sensibilmente e comprensibilmente scosso per la scomparsa del suo papà. La sua voce meriterebbe categorie ancora più elevate (e, noi personalmente, ci sia consentito, non possiamo che concordare, n.d.r.). Ringrazio il custode del campo Minguccio per essersi prestato ad esaudire senza pretendere nulla ogni nostra richiesta riguardante la tenuta e la manutenzione del manto erboso del “Tursi”. Ringrazio il magazziniere Antonio Pascullo. Ringrazio, ovviamente, il mister, Daniele Franceschini, che ha indubbiamente svolto in corsa un ottimo lavoro insieme agli altri componenti dello staff tecnico permettendoci di raggiungere insieme questo incredibile traguardo. Ringrazio i giocatori che, nonostante un’annata tormentata e complicata, hanno saputo trovare nel momento cruciale la forza e l’attaccamento giusto per realizzare l’impresa. L’imprenditore Vincenzo Olivieri aveva detto che io gli potevo solo pulire le scarpe. Bene, io ho mantenuto fede a tutti gli impegni presi e sono stato sempre coerente con i fatti. Se vuole una mano manageriale su come gestire qualche sua azienda sono a disposizione. Alla luce di tutte queste riflessioni, mi trovo nella condizione di rassegnare le mie dimissioni dalla carica di presidente del Martina Franca. Lascio Martina con la morte nel cuore, perché sono consapevole di aver fatto tanto, ma allo stesso tempo sono deluso per l’impossibilità riscontrata nel poter fare calcio senza sentirsi soli”.

E, in conclusione, Tilia lancia un monito espresso rivolgendosi all’imprenditoria locale: “Chiudo con una sorta di monito: care imprese di Martina, cari imprenditori se avete a cuore il futuro del Martina calcio, dimostrate di avere orgoglio di appartenenza e non fate morire il calcio. Non se lo merita la città che ho avuto modo di apprezzare. Ed i loro tifosi. Al Martina va il mio più personale augurio per un futuro sportivo ancora denso di soddisfazioni”.

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