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MARTINA FRANCA – Cervellera e Tilia sparano a zero su Lippolis: “Ecco le nostre verità”

Conferenza stampa ieri mattina presso il park Hotel San Michele di Martina Franca, indetta dal socio dimissionario del Martina, avv. Cervellera, e dall’avv. Luca Tilia, quest’ultimo, per sua stessa ammissione, facente “quasi”parte dello staff dirigenziale biancazzurro.

Ad esordire è un Cervellera versione “fiume in piena” che tiene subito a precisare che le sue quote sono in vendita, ma che la sua posizione di socio “alla pari” del Martina calcio era stata posta in essere solo in quanto garante del passaggio di consegne, tra l’altro, ad oggi, solo in minima parte pagato dalla nuova gestione.

Ci ho messo la faccia con gli operatori economici della città di Martina, e non solo, ed il risultato qual è stato? Che, al momento, abbiamo poco più di centomila euro di debiti, con una rateazione dell’Agenzia delle Entrate da onorare entro oggi per altri quattromila euro circa, e con una transazione improvvidamente sottoscritta dall’amministratore unico della società, Lippolis, con un ex-collaboratore del Martina, Cocco, che, tramite un legale, mi ha inviato la documentazione (che Cervellera esibisce alla stampa) e che costituisce un potenziale atto di precetto, se non onorata. E la cosa peggiore è che, come per tante altre cose, sportive ed economiche, non sono stato informato”.

A torto o a ragione, una cosa è certa, ed è che, nella vicenda Martina, Cervellera si è fatto guidare più dal cuore che dalla testa, al punto da rimetterci in prima persona, in termini di immagine, e non solo. “Auspico che Scatigna, imprenditore al quale va la mia stima assoluta e la mia vicinanza, possa intraprendere un discorso societario col Martina calcio. Ha garantito la fidejussione per l’iscrizione al campionato ed oggi si ritrova, per disposizione di Lippolis, coi cartelloni pubblicitari all’interno dello stadio cancellati e con le magliette senza sponsor. Davvero una situazione al limite dell’inverosimile”.

Di diverso tenore quanto precisa l’avv. Luca Tilia. Da premettere che Tilia non va giù per il sottile. “Non riesco a capire come mai tutti i presenti non si soffermino su problematiche che nulla hanno a che fare col calcio giocato e preferiscano fare domande su altri temi. Parliamoci chiaro, signori, e qui parlo anche da avvocato. Con quanto vi abbiamo fatto notare questa mattina, con carte alla mano, non ci vuol molto ad affermare che siamo di fronte ad una vera e propria truffa, ordita da una persona che, stando a quanto ho accertato, pur avendo fatto l’esame da avvocato non risulta iscritto al relativo Ordine e, pertanto, devo ritenere che è una persona che vive solo di espedienti. E i fatti accaduti sino ad oggi dimostrano tutto questo. Riflettete anche sul fatto che il Martina calcio è stato anche protestato, poiché Lippolis ha emesso diversi assegni senza copertura (mostra le copie ai presenti) che sono andati in protesto”.

Sul futuro, Luca Tilia è sibillino. “Non ci vuole molto. O ci si siede intorno ad un tavolo, magari io, Cervellera, Muschio, Scatigna, Olivieri ed anche Lippolis, ma a a condizione che, a quest’ultimo, gli vengano tolte cariche direttive, o il Martina è destinato al fallimento. Del resto, si può anche retrocedere: nel calcio ci può anche stare, ma farlo con dignità è un’altra cosa. Fallire è la sola cosa che può accadere al Martina se si continua in questo che non è più un progetto serio”.

Pertanto, l’appello che Cervellera e Tilia rivolgono alla città ed alla tifoseria, in buona sostanza, è quello di prendere coscienza di quanto sta accadendo nel calcio martinese e di far riappropriare a gente del posto, fortemente caratterizzata per uno spiccato senso di appartenenza alla propria città in tanti momenti, quello che è un patrimonio che, con questa gestione Lippolis, sta conducendo il Martina calcio ad un disastro sia sportivo che societario, col rischio di dover ricominciare tutto daccapo.

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