LEGA PRO – Tra intrecci di ex e vecchie ruggini, con il Lecce è più di un big match: il Cosenza di Roselli
Match di cartello del tredicesimo turno di campionato nel girone C di Lega Pro, Lecce-Cosenza è gara che si presenta da sola. Innanzitutto, e non potrebbe essere altrimenti, quella tra salentini e silani è gara fondamentale per avere ulteriori indicazioni riguardanti le forze in campo ai vertici del torneo, considerato che le compagini guidate da Pasquale Padalino e Giorgio Roselli sono rispettivamente seconda e quinta, con sei punti a separarle, senza dimenticare la voglia di riscatto di chi non vince da quattro partite. Ma la sfida tra giallorossi e rossoblù va anche oltre esigenze di graduatoria, essendo preannunciata già in estate come una dei più attesi testa a testa per tutta una serie di intrecci.
Fondato nel 1914, il Cosenza Calcio ha avuto nella Serie B il suo massimo palcoscenico nel calcio nazionale, calcato in 19 occasione contro le ben 46 stagioni in cui i Lupi della Sila hanno giocato in terza serie. Viene da sé che essendo Cosenza e Lecce la terza e la prima società più presente nella storia di quella che un tempo era chiamata Serie C, la sfida tra queste viene considerata come una delle grandi classiche della categoria. A dare ulteriore lustro e ad accendere ancora di più la sfida, ci ha pensato il precedente ben noto a tutti gli appassionati delle due squadre, che cambiò per sempre la storia dei calabresi. Era l’ultima giornata del campionato 1991/1992 e, in un “Via del Mare” gremito soprattutto da tredicimila cosentini, un colpo di testa regalò successo e salvezza (che però sarebbe stata comunque ottenuta) ai giallorossi, negando agli avversari la possibilità di giocarsi lo spareggio per la Serie A con l’Udinese. Inutile dire come a Cosenza e dintorni questo episodio segnò pesantemente i rapporti con la tifoseria salentina, come testimoniarono subito gli scontri avvenuti nelle sfide del successivo campionato. Quello storico 1-0 è però solo uno dei ben 71 precedenti tra le due squadre. Il bilancio sorride al Lecce, avanti con 27 vittorie a 24 (i pareggi sono 20), ma è tutto sommato equilibrato. Per quanto riguarda però le sole gare disputate in terra salentina, il tutto si sbilancia nettamente in favore dei locali: 20 vittorie e 4 sconfitte, più 10 pareggi. In particolare, i rossoblù non vanno in gol al “Via del Mare” da vent’anni, e non vincono dalla stagione di Serie B 1994/1995 (1-2, mentre in maniera assoluto dall’1-0 interno del 2014/2015). Lo scorso anno la gara si concluse con un risicato 1-0 in favore dei giallorossi targato Surraco, che si ripetette nel match di ritorno a Cosenza: 3-4 in favore dei ragazzi di Braglia, i quali con il successo sul campo della squadra più “casalinga” di tutte si illusero di essere i favoriti numero 1 per la vittoria del torneo, subendo invece un brusco calo proprio a partire da quella strepitosa vittoria.
I giallorossi chiusero poi la stagione interrompendo i propri sogni di gloria nella semifinale playoff con il Foggia, ma alla compagine cosentina andò ancor peggio, poiché a causa di qualche appannamento finale non riuscì a coronare una stagione coi fiocchi fermandosi al quinto posto che non gli valse gli spareggi. Gran merito alla mezza impresa realizzata dal club di Eugenio Guarascio va però all’artefice di quel miracolo tecnico, un direttore sportivo che con un budget limitato era riuscito a comporre una rosa di prim’ordine, come dimostrato dal fatto che molti dei protagonisti della passata stagione ora combattono in Serie B o in altri club di prestigio in Lega Pro. Quel ds era Mauro Meluso, cosentino doc ma che in giugno ha poi accettato la corte di Sticchi Damiani sposando il progetto giallorosso. L’addio dell’amato dirigente ha scosso non poco l’estate del club calabrese, costretto a ripartire e soprattutto a rifare mezza squadra, con elementi che salutarono Cosenza proprio in direzione Lecce, ovvero Ciancio, Arrigoni, Fiordilino e Vutov.
Un importante segno di continuità lo venne comunque subito dato dalla conferma di Giorgio Roselli in panchina. Il tecnico umbro, tra i migliori del precedente campionato, ha provato a mantenere quanto più possibile l’assetto tattico a cui ha abituato i tifosi, facendo rimpinguare il roster rossoblù con elementi dalle caratteristiche simili a quelle di chi ha lasciato la città ai piedi della Sila. Il risultato è che il Cosenza fa il suo solito gioco dinamico, non troppo spettacolare ma comunque piacevole e che porta risultati positivi soprattutto grazie ad una difesa tra le migliori del torneo. Dopo un ottimo inizio, però, i ragazzi di Roselli stanno incontrando difficoltà importanti, come dimostrano le tre sconfitte consecutive rimediate con Fidelis Andria, Juve Stabia e Casertana, ed ora la voglia di riscattarsi è altissima, anche per necessità.
Per quanto riguarda la rosa a disposizione del tecnico rossoblù, sono numerosi i movimenti registrati in estate. Tra i pali confermatissimo Perina, così come in difesa Corsi, Tedeschi, Blondett e Pinna, ai quali sono stati affiancati il giovane scuola Fiorentina Madrigali e l’esperto Scalise. In mediana ecco Mungo e Capece ad affiancare elementi come Caccetta e Criaco, mentre in avanti, assieme a Gambino, è arrivato Pierre-Alain Baclet, uno dei tanti ex che andranno a rendere ancor più interessante la sfida di domani.
