LEGA PRO – Dalla Serie A all’ultimo posto con una rosa di categoria superiore: il Catania di Rigoli

Si giocherà allo storico “Masssimino/Cibali” di Catania il big-match della decima giornata nel girone Ci di Lega Pro, dove il Lecce di Pasquale Padalino proverà a conservare il primo posto raccogliendo punti sul campo dei rossazzurri guidati da Pino Rigoli. Una sfida d’altri tempi, e nemmeno troppo lontani: solo cinque anni fa, infatti, le due compagini guerreggiavano in Serie A, dando vita ad incontri sempre avvincenti tra due delle più importanti espressioni del calcio meridionale. Ora il contesto della sfida è mutato, trasformandosi in quello di un testa-coda di terza serie che, tuttavia, non deve ingannare riguardo i valori in campo.

La storia recente del Calcio Catania parla di una società che ha vissuto vicissitudini parzialmente comparabili a quelle del club di via Costadura. Retrocesso in Serie B nel 2014, dopo ben otto stagioni consecutive in massima serie, l’Elefante ha subito una doppia retrocessione (sebbene a distanza di un anno) fino alla Lega Pro per illecito sportivo, tornandoci a distanza di 13 anni dall’ultima volta. Pur avendo disputato ben 27 campionati (compreso quello attuale) in terza serie, il Catania non sembra ancora essersi abituato alla categoria, alla luce delle grandi difficoltà incontrate sino ad oggi, tra problemi di campo e societari. Solo qualche anno fa, infatti, i rossazzurri lottavano per l’Europa, sfiorata per ben tre volte, e in alcuni casi proprio il Lecce ci ha messo lo zampino, negando agli etnei tre punti che li avrebbero avvicinati al sogno europeo. In totale si contano 32 precedenti tra siciliani e salentini, con il bilancio che pende leggermente a favore dei primi, avanti con 10 vittorie a 9 (le “x” sono 12), anche se a fare la differenza c’è il 3-0 a tavolino con cui il tribolato Catania dell’era-Gaucci ebbe la meglio nella Coppa Italia 2003/2004. Gli ultimi incroci risalgono alla scorsa stagione, quando si registrò un doppio 0-0, mentre la penultima “coppia” di match si disputò nella Serie A 2011/2012, quando il Catania espugnò Lecce 0-1 e i giallorossi ricambiarono al ritorno, espugnando il “Massimino” per 1-2 con i gol in extremis di Corvia e Di Michele e illudendosi di poter centrare una salvezza poi mancata. Per quanto riguarda le sole gare disputate nella città ai piedi dell’Etna, lo score complessivo si sbilancia in favore dei padroni di casa (6 vittorie a 2, più 8 pareggi), i quali però non sorridono tra le mura amiche dal 2010-2011, quando una doppietta su punizione nel finale di Lodi ribaltò il momentaneo 1-2 per i salentini e regalò i tre punti alla formazione allenata dal Cholo Simeone.

Caduto nel limbo della Serie B prima e della Lega Pro poi, il Catania sta cercando con grande fatica di ritagliarsi un posto da protagonista nella sua nuova dimensione. Per il secondo anno consecutivo, infatti, il club ancora sotto il controllo del discusso Antonino Pulvirenti ha avuto a che fare con una penalizzazione importante che ne ha compromesso già in partenza il campionato. Pur avendo come ambizione il ritorno tra i cadetti, i rossazzurri devono confrontarsi con un torneo complicato, in cui partire con un gap tanto importante può mettere una quantità di pressione enorme sulla squadra.

Ecco perché per alleggerirla è stato chiamato un tecnico giovane, promettente ed in grado di lavorare senza essere assillato da un obiettivo da raggiungere a tutti i costi, ovvero Pino Rigoli. L’ex tecnico dell’Akragas sta cercando di risollevare la squadra da una situazione difficile per cercare di avvicinarla alla zona playoff, ma non sembra ancora essere riuscito a trovare il bandolo della matassa. Il Catania è infatti ad oggi una squadra indecifrabile, da un lato incapace di allontanare l’ultimo posto (gli etnei lo condividono con il Melfi, a quota 5 punti, ma senza i 7 punti di penalità sarebbero settimi), con appena 2 vittorie all’attivo, dall’altro sconfitta solo dall’Akragas (0-1 in casa) e con una difesa di ferro, la seconda migliore del campionato.

La rosa che l’ad Lo Monaco a disposizione di mister Rigoli farebbe pensare però a ben altri esiti di quelli raccolti in questo inizio di stagione, visto che è quella più costosa dell’intera categoria. Tra i pali il tecnico siciliano può contare su elementi affidabili come l’ex Monopoli Pisseri, il serbo Matosevic e lo spagnolo Martinez, e l’ottima difesa poggia sull’esperienza di Bergamelli, Bastrini, Djordjevic e Drausio. Il centrocampo è guidato da capitan Biagianti, coadiuvato dal dinamismo di Bucolo, Di Cecco, Russo e soprattutto dalla tecnica dell’ultimo arrivato, quell’Andrea Mazzarani che è un vero lusso per la categoria, dal momento che è reduce dalla promozione in A con il Crotone. Di altra categoria anche il reparto avanzato, con Paolucci e Calil punte centrali dal passato illustre, Piscitella, Russotto e Barisic seconde punte in cerca di rilancio dopo le tante occasioni mancate e un Di Grazia, in ottima condizione, miglior realizzatore della squadra fino ad oggi.

Alessio AMATO
Giornalista, scrittore e imprenditore nel settore dei servizi culturali. Iscritto all'albo dei pubblicisti dal 2016, già collaboratore de Il Giornale di Puglia, il Corriere dello Sport e, dal 2013, redattore di SalentoSport.net.

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