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L’AVVERSARIO – Tra crisi societaria, dispetti al Lecce e speranze di salvezza: la Reggina di Alberti

Il terzo turno del girone di ritorno propone un match, che solo qualche anno aveva come palcoscenico la massima serie, tra due importanti realtà del meridione (nella stagione 2003/2004, in particolare, le uniche a rappresentare il sud in A) che adesso si trovano a fronteggiarsi al “Granillo” in terza serie dopo quasi quarant’anni. Parliamo di Reggina-Lecce, sorta di testa-coda che vedrà le compagini allenate da Alberti e Pagliari giocarsi, rispettivamente, una piccola fetta di speranza salvezza e promozione.

La sfida che vede opposti amaranto e giallorossi (tra i quali non corre buon sangue sia per quanto riguarda le tifoserie, complice il gemellaggio Reggina-Bari, sia dal punto di vista societario dopo la disputa sul caso-Cacia) può a tutti gli effetti considerarsi una classica dei campionati di calcio professionistici italiani, dal momento che sabato sera le due squadre si troveranno di fronte per la quarantacinquesima volta nella loro storia in match ufficiali. I 44 precedenti vedono i salentini aver doppiato le vittorie calabresi (20-10, più con 14 pareggi) dopo l’ultimo precedente dello scorso settembre, in cui il Lecce allenato da Lerda battè la Reggina dell’ex Cozza per 2-0 grazie alle reti di Papini e Miccoli. Considerando le sole gare disputate a Reggio Calabria, i giallorossi sono comunque avanti per 7-8, mentre i pareggi sono sei. Sorride al club del capoluogo salentino anche l’ultimo precedente in terra calabra: il 19 marzo 2010 la squadra allenata da Gigi De Canio e lanciata verso la promozione si impose 2-4 al “Granillo” grazie alle reti di Marilungo (tripletta) e Angelo, mentre per i locali andarono a segno Barillà e l’ex Cacia. Per trovare l’ultima vittoria interna (ma anche assoluta) amaranto bisogna risalire alla Serie A 2008/2009, quando una doppieda di rigore di Bernardo Corradi valse un’illusoria vittoria ai padroni di casa, che a fine stagione retrocederanno in B con lo stesso Lecce.

Come detto, rispetto agli anni di gloria del decennio passato che vedevano le due squadre fronteggiarsi in massima serie, ora i tempi sono radicalmente cambiati. Se però il club salentino può vantare una buona solidità economica ed ha fatto coincidere il ritorno in terza serie con campionati di vertice quantomeno per tentare la risalita tra i cadetti, lo stesso non si può dire per quello reggino. La società guidata da oltre vent’anni dal presidentissimo Lillo Foti, prima acclamato per lo storico esordio in A ed ora fortemente contestato, è sommersa dai debiti e, in attesa di nuove risorse fresche, vede i provvedimenti della federazione (già 4 punti di penalità per mancati pagamenti) comprometterne il cammino verso la salvezza.

Per il campionato in corso, il primo in C dopo vent’anni, i tifosi amaranto speravano di vedere la loro squadra quantomeno pronta a lottare per un posto nei playoff promozione, idea subito abbandonata dopo il disastroso inizio (sei punti, penalità compresa, nelle prime tredici gare) con alla guida Ciccio Cozza, dimessosi dopo la sconfitta con la Salernitana perché conscio che difficilmente si sarebbe potuto far meglio con una squadra imbottita di giovani e, soprattutto, con una società tanto in difficoltà. Non andò meglio alla subentrata coppia Tortelli-Padovano (tre gare, tre sconfitte), prontamente sostituita dall’ex Bari Roberto Alberti. Il tecnico di Fermo è quantomeno riuscito a sommare 5 punti (unica vittoria con il Martina) che hanno permesso ai suoi, comunque ultimi in classifica, di restare a -1 dall’Aversa, per poter lottare fino all’ultima giornata con l’obiettivo di disputare i playout e conquistare una salvezza che avrebbe il sapore di impresa.

Come se non bastasse, la Reggina dovrà avere a che fare con l’imminente partenza, nel mercato invernale in corso, del suo bomber Roberto Insigne (prima promesso dal Napoli al Lecce, ma che ha dovuto rinunciare al Salento per il mancato benestare di Foti, ancora in dissapore con i Tesoro che in estate avevano presentato un decreto ingiuntivo per il saldo che la Reggina doveva al Lecce per Daniele Cacia) verso Catania, mentre l’ex leccese Di Michele è fuori rosa e ad un passo dalla rescissione. In entrata, gli amaranto si sono invece rafforzati con gli arrivi delle ex bandiere Cirillo, Aronica e Belardi, già protagonisti in Serie A con la maglia della Reggina, oltre ad aver messo sotto contratto il centrocampista Gallozzi dal Matera e l’attaccante Balistreri dalla Torres. Acquisti che potrebbero vedersi in campo nella sfida con il Lecce, visto che Alberti potrebbe optare per diversi cambiamenti dopo il tonfo per 4-1 nel derby in casa del Messina di una settimana fa. In porta spazio all’esperto Emanuele Belardi, mentre in difesa l’ex Under 21 Di Lorenza, Cirillo (o Camilleri), Aronica ed il greco Karagounis dovrebbero comporre il quartetto arretrato. A centrocampo Gallozzi potrebbe essere schierato dall’inizio al fianco di Armellino e Mazzone, mentre in attacco Alessio Viola e Masini dovrebbero fare da spalla alla neoarrivata punta centrale ed ex Taranto Balistreri.