L’AVVERSARIO – Cerca la salvezza in crisi societaria, ma è la bestia nera del Lecce: il Catanzaro di Erra
È tempo di posticipo in casa Lecce, dove i ragazzi di mister Piero Braglia sono ormai pronti per affrontare, questa sera, il Catanzaro di Alessandro Erra nel match che chiuderà il ventisettesimo turno. Classifica e qualità dei singoli parlerebbero chiaro, posizionando la compagine salentina più di una spanna sopra la nobile decaduta di terra calabra, ma nel torneo in corso le Aquile hanno già ampiamente dato dimostrazione di saper fronteggiare senza timori reverenziali le prime della classe, riuscendo in più occasioni a strappare punti inattesi. Senza contare che, precedenti alla mano, i giallorossi catanzaresi sono una vera e propria bestia nera per i leccesi.
Lecce e Catanzaro si sono infatti fronteggiati trentuno volte (nessuna in Serie A nonostante in sette anni trascorsi nella massima serie dai calabresi), ed il bilancio vede in vantaggio la squadra della cittadina che si affaccia sullo Ionio in vantaggio per 15 vittorie contro 7, più 9 pareggi. Con nessun’altra squadra di terza serie il club di piazza Mazzini registra un passivo tanto pesante. Per trovare l’ultimo successo salentino, escludendo la vittoria ai rigori dello scorso agosto (0-0 al novantesimo con Asta in panchina), bisogna risalire alla Serie B 1987/1988, quando l’undici allenato da Carletto Mazzone e lanciato verso il salto di categoria riuscì a vincere 2-0 grazie alle reti di Pasculli e Vincenzi. Nell’ultimo incrocio di campionato al “Via del Mare” fu invece 2-2, con la banda di Lerda capace di subire una clamorosa rimonta nei minuti finale dopo il doppio vantaggio iniziale firmato Doumbia. L’ala franco-maliana ha messo la sua firma anche nel match d’andata di quest’anno quando, in quel del “Ceravolo”, Braglia ha subito l’unica sconfitta in campionato della sua gestione, peraltro immeritata, con il centro di Giampà ed il clamoroso autogol di Cosenza a ribaltare il risultato.
Quella fu una sconfitta molto pesante per il Lecce, ma soprattutto risultò oro colato per un Catanzaro che era ultimo in classifica dopo la pessima gestione-D’Urso e dopo l’amaro esordio di Erra, ma che in seguito a quella vittoria inanellò sette risultati utili consecutivi che lo portarono fuori dalla zona playout. E stare fuori dagli spareggi-salvezza è proprio l’obiettivo stagionale di un club che ha visto notevolmente ridimensionate le proprie ambizioni rispetto agli ultimi anni, anche in seguito ad alcune turbolenze societarie. Il patron Cosentino è infatti ormai da tempo in rotta con la tifoseria, ed i risultati non esaltanti unitamente alle problematiche ambientali hanno portato, proprio nei giorni scorso, il direttore generale Carmine Donnarrumma a decidere di rassegnare le proprie dimissioni.
A questo punto il peso sulle spalle di Alessandro Erra si fa ancora più pesante. Il tecnico dei giallorossi di Calabria è chiamato ad un risultato tutt’altro che scontato, per raggiungere il quale la sua squadra deve innanzitutto venire fuori dalla mini-crisi in cui è ricaduta. Il Catanzaro non trova i tre punti addirittura dal 20 dicembre (3-0 sull’Ischia), anche se in questi mesi Razzitti e compagni hanno comunque raggiunto risultati che confermano quanto sia difficile affrontarli, vedi i pareggi con Casertana, Cosenza e Benevento. Per restare fuori da una zona play-out che attualmente dista solo un punto, però, dovranno cercare il bottino pieno soprattutto con le dirette concorrenti, con le quali spesso hanno faticato oltre le aspettative.
Nel mese di gennaio Erra non ha certo avuto l’aiuto dal mercato che si aspettava, dal momento che sono arrivati i soli Patti, Olivera, Garufi e Firenze, di cui solo i primi due utilizzati con continuità. Con il Lecce potrebbe vedersi un 4-4-2 con Grandi in porta (l’ex Scuffia andrà in panchina), Calvarese, Ricci, Orchi e Squillace in difesa, Bernardi, Agnello, Maita e Olivera a centrocampo e la coppia Mancuso-Razzitti in avanti.
