L’AVVERSARIO – Da favorita a invischiata nella lotta salvezza, ma la rosa è di qualità: il Catania di Pancaro
Match di cartello della quinta giornata del girone di ritorno, Catania-Lecce è un incontro dal sapore di categorie più alte, visto che in tutta la Lega Pro sono le due compagini che vantano il passato più glorioso, recente e non. Oggi però le squadre di Pancaro e Braglia sono alle prese con una realtà, quella della terza serie, per certi aspetti anche più ardua di Serie A e B. Lo sanno bene i giallorossi, che ci sono da ormai quattro stagioni, e lo stanno riscontrando anche i rossazzurri i quali, andando oltre la penalità, stanno comunque avendo a che fare con problemi che l’ottimo ma illusorio avvio non avrebbe mai lasciato immaginare.
Prima della retrocessione degli etnei per illecito sportivo avvenuta questa estate in seguito all’ammissione di colpa dell’ex presidente Antonino Pulvirenti (con i tifosi salentini che avevano sperato in un clamoroso ripescaggio), Catania e Lecce si erano affrontate per quarantuno anni solo in Serie A o Serie B. In totale i due club si sono fronteggiati in 31 occasioni, per un bilancio equilibrato che vede i siciliani avanti per 10 vittorie a 9 (contando però lo 3-0 a tavolino della Coppa Italia ’03-’04, quando il Lecce non si presentò per protesta nei confronti dell’allargamento della Serie B a 24 squadre), mentre i pareggi sono stati 12. L’ultimo precedente assoluto è lo 0-0 (stesso risultato anche nel penultimo incontro disputato in C, a Catania nel ’74-’75) del girone d’andata, quando un buon Lecce, ancora guidato da Asta, non riuscì ad avere la meglio dell’undici di Pancaro. Considerando invece le sole gare giocate al “Massimino”, i rossazzurri sono avanti 7-2 (più 7 pareggi), ma l’ultimo incontro in terra sicula ha registrato il successo giallorosso: era l’aprile 2012 ed i gol di Corvia e Di Michele ribaltarono l’iniziale vantaggio di Bergessio, alimentando le speranze salvezza della squadra di Cosmi. L’ultima vittoria casalinga del Catania risale invece alla stagione precedente, quando a rimontare furono i siciliani grazie alla doppietta di Lodi che vanificò le reti di Jeda e Munari, i quali avevano risposto a loro volta alla rete di etnea di Silvestre.
Altri nomi ed altri palcoscenici rispetto a quelli in cui si esprimono oggi le due squadre. Mentre però i ragazzi di Braglia sono in piena lotta per la promozione, quelli di Pancaro dovranno rinviare i sogni di gloria all’anno prossimo. Attualmente la classifica vede infatti Calil e compagni in piena lotta per non retrocedere, questo a causa in primis della penalizzazione di 10 punti che ha colpito la società del presidente Milazzo, e successivamente in seguito ad una serie di prestazioni non esaltanti che stanno impedendo al Catania di prendere consistente distacco da una zona play-out distante, ad oggi, un solo punto. Permanenza della categoria che era per la verità il primo e dichiarato obiettivo societario, vista l’entità della penalità, ma che i tifosi speravano potesse essere messa in saccoccia con qualche mese d’anticipo.
Sembrava poterci riuscire il tecnico Giuseppe Pancaro, passato da ottimo terzino in Serie A e Campione d’Italia con la Lazio, prima di intraprendere una carriera da tecnico professionista avviata con sufficienti risultati lo scorso anno alla Juve Stabia. L’avvio del Catania è stato esaltante, tanto da estinguere il “debito” già dopo quattro turni. Dopo le quattro vittorie nelle prime sei gare (che avrebbero garantito la vetta senza i -10), la squadra ha però subito una netta flessione di gioco e di risultati, ottenendo quattro successi ed altrettante sconfitte (ultima, pesante ed inaspettata, per 2-0 ad Ischia una settimana fa) nelle successive quindici partite.
Per risollevare le sorti di una squadra ormai fuori dalla corsa ai play-off, la dirigenza catanese ha messo a disposizione di Pancaro, nel mercato invernale, elementi importanti come i centrocampisti Bombagi dalla Juve Stabia, Di Cecco dalla Virtus Lanciano e Pessina dal Lecce (che si aggiunge agli altri ex Ferrario, Nunzella e Falcone), ma soprattutto Arturo Lupoli, autore di una prima metà di stagione al di sotto delle aspettative a Pisa ma che nemmeno un anno fa festeggiava la promozione in Serie A con la maglia del Frosinone. Con il Lecce potrebbero vedersi Liverani in porta, in difesa Garufo, Pelagatti, Bergamelli e Nunzella, una mediana con uno tra Pessina e Musacci a dettare i tempi affiancato da Agazzi e Di Cecco, ed un tridente con Lupoli e Falcone a fare da supporto a Calil, garanzia per la categoria ed autore di 10 marcature nel campionato in corso.
