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IL CORSIVO – Schiaffi

Schiaffi a destra e a manca, come fossimo in un film di Lino Banfi o di Bud Spencer e Terence Hill. Per i tifosi del Lecce è tempo di incassare. In silenzio, con grande dignità, negli ultimi mesi hanno incassato un diretto dietro l’altro, in pieno volto. La faccia è gonfia come una zampogna ma loro sono ancora in piedi, più vivi che mai. Lo dimostrano le bandiere che spuntano dai balconi, a Lecce come in provincia, nel profondo Sud ionico come in quello adriatico. Lo dimostrano gli oltre 2200 abbonamenti sinora sottoscritti a scatola chiusa, come atto di fede per un torneo di Serie C. Lo dimostra un clima di immotivata (incosciente?) speranza, di ritrovato orgoglio, di nuove prospettive. Lo dimostra l’attaccamento alla maglia, che, mai come ora, sta ridiventando una seconda pelle.

Lo schiaffo del derby comprato (secondo l’accusa) a Bari resta indelebile. Mai niente o nessuno potrà mai cancellarlo. Da “Momenti di gloria” quella del San Nicola s’è trasformata in “Nightmare” nel giro di pochi mesi. Schiaffi anche le parole lette o sentite qua e là, le intercettazioni, le difese e le accuse, i patteggiamenti e le condanne di serie A e di serie B, le “fascette” riconducibili ad una banca invece che ad un’altra, le sortite notturne a Polignano, le valigette, gli incontri in autostrada o in hotel, gli ammiccamenti da briscola a coppie, le interviste zoppicanti, gli ammonimenti dei padri ai figli, i pesi e le misure diverse, le corti disciplinari, d’appello, cappelli e cappellate varie. Schiaffi dalla Lega di B, dalla Lega Pro, dal Tnas il cui presidente si è svegliato nelle ultime ore. Schiaffi da coloro che ammonivano: “Chi ha dubbi, è meglio che vada via. Per quel che mi riguarda ho parlato con la società, mi hanno detto di credere in me, abbiamo trovato un accordo e su queste basi non ho alcun tipo di problema a rimanere nel Salento, in qualsiasi categoria“. Buona fortuna, Gennaro.

Si riparte da zero, quindi. Ma forse, è meglio così. Si riparte da rinforzi di categoria (la terza), dalla smaniosa ricerca di notizie, che in Lega Pro (o meglio, in Serie C, termine da calcio di una volta) sono più rare. Si riparte (forse) con dignità e orgoglio dalla Cremonese (e poi dal Cuneo, dal San Marino ecc.) con l’animo purificato dalla troppa bile accumulata in questi tempi. Si riparte da quelle bandiere sui balconi, da quelle sventolate a Melpignano, dalle sciarpe esposte nei bar o sul cruscotto posteriore della macchina, dalla voglia di calcio genuino e “polveroso”. Lo si fa senza patetici piagnistei. Il tifoso del Lecce paga e ha sempre pagato, qualche volta per colpe proprie, spesso per colpe altrui. Sarà così anche questa volta, ma forse era questo l’unico modo – seppur il più deleterio – per liberarsi da certi “fardelli del passato” ed archiviare, per sempre, la pratica. Ad maiora!