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LEGA PRO – Cerca la continuità attraverso il gioco per uscire dalla zona-playout: la Reggina di Zeman

La ventiseiesima giornata di campionato propone una sfida dal vecchio sapore di Serie A, ovvero quella tra Reggina e Lecce, regine del sud in massima serie ad inizio millennio. Ora il contesto della sfida è decisamente mutato, così come diametralmente opposti sono i destini e gli obiettivi delle due compagini: da un lato quella di Karel Zeman, le cui energie sono tutte concentrate nella ricerca della salvezza, dall’altro quella di Pasquale Padalino, che ha ritrovato la vetta e che da mesi ormai è in piena bagarre-promozione. Per quanto fondamentali, questi sono comunque solo alcuni degli aspetti che rendono il match del Granillo, per storia e tradizione, uno dei più affascinanti dell’intera categoria.

Quella di domani sarà infatti la quarantasettesima edizione del match tra Reggina e Lecce. I precedenti pendono a favore dei salentini, avanti grazie a 21 vittorie contro le 11 calabresi (i pareggi sono 14). Score decisamente più equilibrato considerando le sole gare disputate in riva allo Stretto, dove sono invece gli amaranto a condurre con 9 successi a 7, più 7 pareggi. L’ultimo match giocato al Granillo risale a due anni fa, quando il 2-1 firmato Masini e Maimone (uno dei tre ex assieme a Cosenza e Giosa), a ribaltare l’iniziale vantaggio di Moscardelli, costò la panchina a Pagliari. Andando a sette anni fa si incontra invece la più recente vittoria esterna nel confronto targata Lecce: era il 2010 e i giallorossi si imposero per 2-4 grazie allo show di Marilungo, autore di una tripletta nell’anno dell’ultima promozione in Serie A. Nella gara d’andata del torneo in corso invece l’ultimo successo assoluto leccese, grazie all’1-0 con gol del bomber Sasà Caturano.

Quella vittoria di un quasi inarrestabile Lecce mise fine alla serie di cinque risultati utili consecutivi che resta il miglior risultato al momento dell’altalenante stagione della Reggina. La neopromossa compagine amaranto, infatti, ha avuto un buon impatto con il torneo in corso, ma non è riuscita ad inanellare quelle vittorie che potessero allontanarla dalla zona calda, mantenendola costantemente intorno al diciassettesimo posto attuale. Questo soprattutto a causa di un pessimo andamento esterno, soltanto lievemente mitigato dal successo sfiorato lunedì scorso nel derby a Cosenza.

Il punto di forza della squadra siede senza dubbio in panchina, e risponde al nome di Karel Zeman. L’italiano di origine ceche, noto soprattutto per essere figlio d’arte, è alla sua miglior esperienza da tecnico professionista (nel suo passato anche un anno alla Toma Maglie in Eccellenza), ed ha spesso, nel corso del campionato, raccolto applausi da avversari ed appassionati perché, nonostante la Reggina sia una piccola a tutti gli effetti, non si limita a chiudersi e cercare di strappare risultati clamorosi, ma cerca costantemente il bel gioco per poi raggiungere il risultato, in pieno stile Zeman. Per raggiungere la salvezza gli amaranto avranno certamente bisogno di qualche vittoria in più, ma le appena dieci sconfitte al passivo (una sola in più del Cosenza sesto) sono chiaro segno dell’equilibrio raggiunto di una squadra che difficilmente ha deluso le aspettative, riuscendo anche ad imporsi su compagini del calibro della Juve Stabia, battuta in casa per 1-0.

Quello invernale è stato per gli amaranto un mercato certamente al risparmio, viste le appena tre operazioni messe a referto. Sono arrivati il difensore De Vito dal Monopoli, il centrocampista Castaldi di ritorno dalla Nocerina, e soprattutto l’attaccante Leonetti dal Lumezzane. Per il suo 4-3-3, vero marchio di fabbrica famigliare, Zeman punta molto sulle geometrie di Botta e sul dinamismo delle mezzali Knudsen e De Francesco. Davanti il peso dall’attacco è invece tutto sulle spalle del capitano d’esperienza Coralli, coadiuvato da Leonetti e Porcino.