OTRANTO – Mariano: “Il nostro segreto? Voglia di far bene e mentalità vincente”. E sul Gallipoli…

"Il Gallipoli è quella che mi ha colpito di più. Una compagine costruita non per vincere il campionato, ma che esprime il miglior calcio. La mano di mister Villa si vede tantissimo"

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Foto: F. Mariano - ©D. Longo

Dopo l’interregno di Andrea Salvadore e due salvezze consecutive conquistate nel massimo torneo regionale, in estate l’Otranto ha deciso di cambiare faccia. Via l’allenatore, squadra profondamente rivoluzionata e fiducia a tanti elementi giovani, un progetto tanto ambizioso quanto rischioso. La rivoluzione non ha però toccato Francesco Mariano. Il capitano più giovane del campionato resta il punto fermo dei leccesi. Alla vigilia lo scetticismo tra gli addetti ai lavori era forte. I biancoblu hanno stupito tutti disputando un girone d’andata di grande livello. Con i tre punti tolti a tavolino contro l’Aradeo, dopo una partita vinta sul campo, l’Otranto sarebbe a quota ventuno, a braccetto con la super potenza Omnia Bitonto.

Qual è il segreto? Ce lo spiega lo stesso Mariano. “La voglia di fare bene. Disponiamo di molti giovani, i nostri ’99 e ’00 non hanno nulla da invidiare ai pari età che giocano nelle squadre che occupano le posizioni di vertice. Fin da subito si sono dimostrati estremamente disponibili. Si è creato il giusto mix tra under di qualità e over che non hanno di certo bisogno di presentazioni, il tutto sapientemente orchestrato da mister Bruno. È un allenatore molto preparato, ha capito immediatamente quali sono le velleità della squadra, dandole una precisa organizzazione di gioco e una mentalità vincente e i risultati stanno venendo”. Soprattutto Gigi Bruno ha dimostrato sapienza nella gestione del gruppo.

Chi subentra a partita in corso riesce a essere determinante. È accaduto con Palazzo, due gol decisivi contro Corato e Bitonto, con Rosafio, autore del definitivo 2-2 con l’Avetrana, con Villani, bravo a procurarsi il rigore dell’1-1 a Gallipoli. Punti pesantissimi arrivati dalla panchina. “L’abilità del mister è quella di far sentire tutti importanti allo stesso modo, solo così si spiega che tante partite siano state decise proprio dai subentrati”. Eppure si parla sempre troppo poco dell’Otranto. “Non facciamo caso a queste cose. Preferiamo che si parli di noi ad aprile, a salvezza acquisita”.

Che resta, almeno nelle dichiarazioni ufficiali, l’obiettivo principale. “Vogliamo raggiungerla quanto prima, per evitare quanto successo due anni fa, quando passammo per lo spareggio play out. Una volta conquistata la matematica permanenza vedremo cosa accadrà di giornata in giornata”. Intanto, prima della pausa natalizia, la squadra è chiamata all’ultimo sforzo contro il Novoli. “Queste sono le partite più difficili. Loro hanno la necessità di vincere, noi dovremo essere bravi a capire i momenti e interpretare al meglio la gara. Non dobbiamo farli respirare, ma attaccarli fin da subito”.

Siamo praticamente giunti al giro di boa. Qual è la squadra che lo ha maggiormente impressionato? “Premesso che sono molto felice per quelle formazioni che pur non essendo delle strapotenze economiche sono in cima alla classifica, il Gallipoli è quella che mi ha colpito di più. Una compagine costruita non per vincere il campionato, ma che esprime il miglior calcio. La mano di mister Villa si vede tantissimo”.

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