MANDURIA – Cresta riagguanta il Vieste, biancoverdi nervosi e mai così brutti…
(di Giovanni GULLI) – Nella giornata in cui il Manduria concede forse il peggio di sé, con la complicità di una direzione di gara confusionaria ogni oltre ragionevole dubbio, il pari raggiunto in pieno recupero è forse quanto di meglio ci si potesse aspettare, visto tutto quello che il Vieste, in vantaggio di risultato e di due uomini, spreca nei minuti finali.
La partenza non è delle migliori. Il 4-2-3-1 tarantino soffre a centrocampo e Marchi e Cocciolo, nel ruolo di mediani, faticano a creare gioco. Il primo va in sofferenza e s'innervosisce, mentre il secondo appare lontano dal gioco. Gli esterni, Riezzo e Malagnino, corrono a vuoto sulle fasce e ricevono pochi palloni, non sempre giocabili. Gli ospiti, reduci da due sconfitte consecutive, devono sbloccarsi e fanno capire al Manduria di essere scesi in campo per non fare la comparsa, anzi.
Al 12', su azione d'angolo battuto da Campanella, Rocco Augelli non riesce a ribadire in rete da due passi, con la difesa manduriana che sbanda. A due minuti dalla mezzora, Delauro è chiamato alla parata sul calcio di punizione, ben battuto da Colella dai venti metri. Il Manduria prova solo con i lanci lunghi, ma la difesa del Vieste, con le buone o con le cattive, si fa preferire e riesce a far ripartire bene tutta la squadra. Al 35' il Vieste guadagna un altro angolo che Colella batte con una palombella pericolosa che attraversa tutta l'area piccola e sulla cui traiettoria mancano la deviazione vincente Rocco Augelli e Sollitto. Si capisce che il gol è nell'aria, ma giunge nel momento e nel modo che non ti aspetti appena un minuto dopo.
Lancio dalle retrovie sul quale prende palla Rocco Augelli, si invola verso l'area, fa fuori il diretto marcatore, Deicco, e dal limite è un gioco da ragazzi trafiggere Delauro, uscito dalla porta con un tantino di ritardo. Tutto andrebbe bene se non fosse che il viestano sembra partire ben oltre l'ultimo difensore, con un vantaggio di circa due metri, circostanza che l'assistente sotto il settore ospiti ignora e che scatena le proteste in campo e fuori. A farne le spese è la gara, fino a quel momento corretta, che perde in qualità, esaspera l'agonismo e rende il direttore di gara, Petracca di Lecce, il vero protagonista, che fatica non poco a tenere, e male, in pugno la gara.
E' chiaro che la ripresa chiama il Manduria a raddrizzare la gara, ma il nervosismo che cinge d'assedio la mente e le gambe dei calciatori biancoverdi appanna le idee. Al 56' ci prova Peluso che, con un calcio di punizione dal limite, sfiora il montante alla destra di Bua. Cinque minuti dopo, Malagnino chiama l'estremo viestano alla parata a terra, con un diagonale dalla destra. Lo stesso esterno manduriano si fa cogliere dall'assistente sotto i distinti in fallo a palla lontana e guadagna la doccia anticipata al 69'. A questo punto, dalla panchina entra Cresta per un esausto Spinelli e il Manduria guadagna in fisicità in mezzo al campo. Il ragazzo lotta su ogni pallone, recupera palloni a centrocampo e cerca di smistare la sfera per gli attaccanti. Al 76' Coccioli, su azione di Cresta, tenta la botta di prima intenzione verso la porta, ma Sollitto ribatte in angolo. Due minuti dopo Lotito, entrato al posto di Riezzo, sceso in campo non al meglio, si vede sbarrare la strada verso la porta dall'uscita di Bua; sul prosieguo dell'azione, cross di Peluso dalla destra per Coccioli che, solo davanti all'area piccola, riceve palla sul piede di richiamo e manda la palla alta. Il mancato raggiungimento del pari innervosisce ulteriormente i calciatori biancoverdi e a farne le spese è anche l'esperto Marchi, che rimedia il secondo giallo e guadagna il bonus per andare a far compagnia a Malagnino anzitempo. Il Vieste capisce che forse i tre punti sono alla portata, ma commette due ingenuità di fondo. La prima è quella di non chiudere la gara, segnando il raddoppio, mentre la seconda è quella di procurare il penalty decisivo. All'83' ci prova Pasquariello dal limite, con un interessante e teso tiro che finisce alto di poco, Due minuti più tardi, l'ex Manduria, Perlangeli, entrando in area dalla destra, esalta le doti di Delauro, chiamandolo ad una devi zione in angolo, sul secondo palo, praticamente in un uno contro uno. Clamoroso è quanto accade sugli sviluppi del corner, quando Longo, entrato da poco, divora il raddoppio colpendo di potenza la palla che si va schiantare sotto la traversa, rimbalzando in area piccola, agevolando la difesa del Manduria. Al 90' azione di Peluso sulla destra, cross basso che viene intercettato dal braccio di Sollitto. Per Petracca è rigore che Cresta, spiazzando Bua, realizza un minuto dopo, togliendo le castagne dal fuoco ad un Manduria che non è mai apparso così brutto e nervoso nella gestione Passariello. E per il tecnico tarantino, in proiezione della gara di domenica prossima al “Monterisi” di Cerignola, le difficoltà non mancheranno, dovendo fare a meno di Malagnino e Marchi, che saranno certamente squalificati, oltre a Nazaro, infortunato non recuperabile nell'immediato.
*** IL TABELLINO***
MANDURIA – VIESTE 1-1
RETI: 36' R. Augelli (V), 91' Cresta rig. (M)
CAMPIONATO DI ECCELLENZA PUGLIESE 2012/2013
30 SETTEMBRE 2012 STADIO “DIMITRI” DI MANDURIA
Manduria: Delauro, Valentini, Coccioli, Marchi, De Icco, Spinelli (65' Cresta), Riezzo (59' Lotito), Cocciolo, Peluso, Malagnino, Frascaro (94' Serìo). A disposizione: Terrusi, Potì, Spadavecchia, Paticchio. Allenatore: Giunta
Vieste: Bua, Paolo Augelli, Sollitto, Pasquariello, Campanella, Ricucci, Rocco Augelli (78' Longo), Silvestri (59' Grieco), De Vita, Colella, Perlangeli. A disposizione: Orlandino, Murgo, Compierchio, Cignarale, Gentile. Allenatore: Cannata
Arbitro: Petracca di Lecce
Ammoniti: Riezzo e Marchi (MAN); Pasquariello, Ricucci, Grieco e Sollitto (VIE)
Espulsi : Malagnino (MAN) al 69' rosso diretto per fallo su un avversario a palla lontana e Marchi (MAN) all'82' per doppia ammonizione
Angoli: 6-3 per il Vieste
Spettatori: 600
Recupero: pt 3’ ; st 5'
