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LEVERANO – Schito: “I bianconeri, la mia priorità. Il presidente mi ha chiesto di avere pazienza…”

Per il momento si sta godendo le vacanze. Un po’ di meritato riposo per chi, come lui, è stato uno degli artefici del miracolo sportivo chiamato Levercalcio. Antonio Schito non ha fretta e aspetta di conoscere il suo futuro, che potrebbe anche essere lontano da Leverano. “Sono in attesa: aspetto di sapere anch’io dove allenerò l’anno prossimo – ammette mister Schito -. “Qualche settimana fa ho parlato col presidente, che mi ha chiesto di avere pazienza, in attesa che la società si riorganizzi e programmi la nuova stagione, proprio come avvenne l’anno scorso. La mia priorità resta Leverano, perché là ho trovato una famiglia, alla quale resto molto legato e affezionato e ho conosciuto persone serie che mi hanno dato subito fiducia, consentendomi di fare la mia prima esperienza da allenatore e soprattutto dandomi la possibilità di affrontare un campionato difficile come quello di Eccellenza. A Leverano mi sento come a casa mia. Al momento non ho contatti con altre società, ma sono sereno e non ho l’ansia di dover per forza cercare squadra per riscattarmi da un campionato deludente”.

E già, perché i due anni alla guida del Leverano sono stati ricchi di soddisfazioni e coronati anche da risultati importanti. La vittoria in coppa, che ha dato l’accesso al massimo torneo regionale e la salvezza, prodigiosa e insperata. “L’Eccellenza è un campionato molto duro ed emozionante. Siamo chiaramente tutti molto soddisfatti per aver raggiunto un obiettivo impensabile e sul quale in pochi avrebbero scommesso. La vera forza è stata il gruppo, nel quale sono confluiti gli intenti di tutti, società, staff tecnico e calciatori: abbiamo sempre remato tutti nella stessa direzione e anche nei momenti più difficili i ragazzi si sono assunti le proprie responsabilità senza mai crearsi alibi”.

Ma se dovesse dare un voto alla sua stagione e a quella della squadra, che voto darebbe mister Schito? “Per quanto riguarda la squadra sicuramente dieci e lode. Per quanto mi riguarda, non spetta a me questo compito. Posso solo dire che giudico questi due anni da allenatore molto positivi”. Giugno, si sa, è un mese di transizione, tanti movimenti avvengono sotto traccia e molto dipende da fallimenti e ripescaggi. “Sto leggendo poco, ma comunque, in base alla mia esperienza, credo sia ancora troppo presto per poter dare un giudizio sul campionato che verrà”.