GALLIPOLI – Sportillo: “Vissuta una stagione esaltante. Ecco i segreti del nostro successo…”
Uno dei senatori dello spogliatoio del Gallipoli, Pietro Sportillo, ripercorre l’incredibile annata vissuta dai giallorossi, tra difficoltà, grandi avversari e la soddisfazione per aver, alla fine, trionfato. “È stata una stagione esaltante – racconta – e indimenticabile per il risultato finale, peraltro meritato come riconosciuto da più parti. Sono contento per l’affermazione personale ma sono altrettanto felice per aver contribuito a riportare Gallipoli in una piazza calcistica importante, sono contento per la città che si merita questi scenari e ha tutte le potenzialità per migliorare ancora. Riconosco il valore di avversari come l’Andria che non ha mai mollato, sino all’ultima giornata ha sperato nel sorpasso, ma il Gallipoli di quest’anno, determinato e organizzato non poteva lasciarsi sfuggire di mano il traguardo più importante. Aver avuto la meglio su avversaria di tale rango e qualità tecnica non fa che accrescere ulteriormente la nostra impresa”.
Il gladiatore giallorosso analizza, poi, le componenti necessarie per fare bene ed ottenere dei successi ad alti livelli. “Le squadra che vincono – spiega il difensore – permettetemi di affermarlo per esperienza, devono essenzialmente avere quattro prerogative: quella tecnica, tattica, umana e di rispetto reciproco, senza le quali difficilmente si riesce a centrate l’obiettivo che si è prefissato. Noi, grazie al lavoro della società e del mister, siamo stati tutto questo e, personalmente, voglio rivolgere un elogio particolare a tutti quei compagni di squadra che hanno giocato di meno, che, pazientemente, si sono allenati con vigore, sono stati in panchina e quando sono stati chiamati in campo hanno dimostrato pari valore e pari abnegazione. Ecco questo deve essere il vero calcio, il gruppo e la coesione sono caratteristiche imprescindibili per puntare in alto”.
Il passaggio dai professionisti ai dilettanti non ha cambiato le motivazioni e la determinazione di Sportillo. “Non mi è pesato minimamente cambiare scenario, considerato che giocare nei professionisti come anche in Eccellenza, per me, ha un significato ben preciso, che è quella che la motivazione può dare. Ci aggiungiamo la passione e il risultato è fatto. Sono sensazioni che ti porti dentro ma che devi sprigionare una volta in campo, ai più giovani ho cercato di essere utile dando loro questi suggerimenti. Per come ho vissuto l’esperienza calcistica, posso ritenermi che ho fatto il lavoro, perché tale è stato, che più mi piaceva e mi appassionava. Visti i risultati ottenuti, ritengo di averlo fatto bene, in Serie B come in Eccellenza”.
Futuro ancora da scrivere: “Fisicamente sto bene e la voglia di continuare a giocare non manca, farlo ancora a Gallipoli mi farebbe piacere e ne sarei orgoglioso, inutile negarlo, ma questo è un discorso che magari affronteremo dopo averci goduto fino in fondo alla vittoria del campionato. Non c’è fretta, d’altra parte si continua a giocare in tutti i campionato, per cui è normale che ogni decisione in tal senso è rinviata a chiusura definitiva di stagione”.
