GALLIPOLI – Il club: “Adesso basta!”. Nel mirino la squalifica di Gallù, con un documento video
La misura è colma. Questa l’espressione che sintetizza al meglio lo stato d’animo in casa Gallipoli. Nel primo pomeriggio la notizia della squalifica fino al 30 aprile del calciatore Francesco Gallù ha fatto perdere le staffe alla dirigenza giallorossa che già, al netto di diversi episodi sfavorevoli nel corso del campionato, non aveva gradito la direzione di gara del signor Kevin Bonacina della sezione di Bergamo e dei suoi assistenti (Abbinante di Bari e Festa di Barletta), con diversi episodi discussi e ritenuti penalizzanti dal sodalizio ionico.
Così, è arrivata la nota ufficiale del club che ricorda tutte le situazioni sfavorevoli, documenta il momento dell’espulsione di Gallù con un video e sottolinea come la società ricorrerà nelle sedi opportune per tutelare la propria opera ed il prosieguo della stagione.
“Facendo affidamento alla tanto acclamata buona fede – si legge nel comunicato diramato dall’Ufficio Stampa del Gallipoli – , abbiamo voluto pensare che convalidare il gol del 2-0 prima che la sfera varcasse la linea fosse una semplice svista. Abbiamo voluto sorvolare sulla mancata espulsione di Corvino, colpevole di aver colpito con un gancio in pieno volto il nostro Pasquale Monopoli. Sempre per la sopracitata buonafede della terna , siamo passati sopra ad una netta posizione di off-side dello stesso Corvino in occasione del definitivo 3-2, il tutto consapevoli del fatto che nel calcio possa accadere ogni cosa. Ma il peggio doveva ancora venire.
La notizia della squalifica fino al 30 Aprile inflitta ai danni di Francesco Gallù, non può che avvalorare la tesi che forse a qualcuno un po’ di fastidio lo stiamo dando. A Francesco viene imputato un gesto che riguardando le immagini facciamo fatica a vedere, ma per maggior chiarezza lasciamo a disposizione del pubblico il video di quanto avvenuto in occasione dell’espulsione, con la certezza che a tutto vi è un limite e forse nei nostri confronti questo limite è stato già da tempo superato. Come società – conclude la nota – , comunichiamo che faremo ricorso e ci tuteleremo in tutte le sedi opportune”.
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