[ESCLUSIVA SS] NARDÒ – De Bitonti: “Fanuli mi ha commosso. Vi spiego il cambio di allenatore…”
Il peggio è alle spalle. Dopo un imprevisto mese di stop forzato, il direttore generale del Nardò Maurizio De Bitonti è pronto a montare nuovamente in sella al suo Toro. In esclusiva per SalentoSport, ci racconta le ultime incresciose vicissitudini che lo hanno visto coinvolto: “Avvertivo dei dolori forti e mi avevano diagnosticato una colica renale – afferma – poi nel divenire la situazione è diventata più grave fino all’operazione, a Roma, in cui mi hanno asportato un rene. Mi è arrivato un tir addosso, non pensavo di ritrovarmi in questa condizioni. Ora però il peggio è ormai passato e posso dire di essere in via di recupero nella fase post operatoria”.
Direttore, domenica scorsa, in occasione della gara interna con l’Ostuni, l’abbiamo vista commuoversi sugli spalti. “È stato emozionante ritrovare quella che considero anche una mia creatura. Mi hanno dato tutti una grande soddisfazione. Avevo assistito alla gara interna di Coppa Italia col Casarano e poi sono sorti i problemi di salute, per cui per la prima volta mi sono gustato una gara di campionato. Ci tenevo tanto perché il gruppo granata in questo periodo mi è stato sempre vicino. Il momento più commovente, però, me lo ha regalato il presidente Maurizio Fanuli quando prima ancora del calcio d’inizio mi ha detto che per lui, vedermi lì, era già la vittoria più bella. Me l’ha detto col cuore, si è dimostrata una persona molto sensibile. E poi ovviamente tutti i ragazzi che mi hanno abbracciato dopo il triplice fischio”.
Questa società la sente sua, si nota da come ne parla. “Il periodo che va da novembre -quando la precedente gestione societaria si è sciolta- ad agosto possiamo definirlo un parto. Il Nardò lo sento mio perché dalla creazione del comitato fino all’arrivo al timone del club di Maurizio Fanuli ho seguito tutto in prima persona. Chiaramente al presidente vanno dati i meriti di aver reso possibile tutto questo. Il calcio a Nardò era finito da un bel po’, furono bravi gli ultras, a loro tempo, nel trovare la forza per rompere quel logoro sistema”.
Come ha ritrovato la squadra? “Il gruppo è granitico, forte. Il direttore sportivo Andrea Corallo ha operato al meglio, scegliendo non solo dei calciatori che vantassero un curriculum prestigioso, ma privilegiando al contempo anche l’aspetto umano. I ragazzi sono delle persone a posto, si aiutano, si vogliono bene e lo spogliatoio si vede che è unito e compatto”.
Infine sull’inatteso cambio della guida tecnica cosa ci può dire? “Tutti quanti in dirigenza abbiamo avuto una brutta scossa domenica scorsa, dopo il pareggio di Casarano, apprendendo le dichiarazioni dell’ex tecnico Giuseppe Mosca. Non ci aspettavamo che dicesse, ad esempio, che le gambe non giravano a dovere. In questo modo ha toccato il lavoro dei preparatori atletici Antonio Mazzotta e Alessandro Negri, i quali sono dei grandi professionisti. Poi ha affermato come si aspettasse qualche rinforzo sul mercato quando invece per lui la rosa era al completo e, anzi, la società gli ha messo a disposizione più di quanto l’ex allenatore avesse chiesto. In questo modo ha messo in discussione l’operato della società stessa: martedì scorso c’è stato un chiarimento ma poi, nel corso della settimana, ci sono stati altri sviluppi con l’emergere di segnali che poi hanno portato al divorzio. Di certo, non c’è stato nulla di affrettato. La società ha investito tanto ed è padrona di prendere le dovute scelte, forse mister Mosca si è ritrovato in un contesto più grande di lui”.
