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[ESCLUSIVA SS] GALLIPOLI – L’emozione di Barone: “La partita di ieri resterà nella mia mente per tutta la vita…”

“Una gioia immensa, non c’è un termine di paragone per misurare la soddisfazione di averi vinto questo campionato”. Emblematiche le parole di Marcello Barone, numero uno del Gallipoli, dopo il successo con la Virtus Francavilla che ha proiettato il Gallo in Serie D. Emozionato, forse ancora un po’ incredulo, il presidente prosegue nel suo commento: “È un ciclo iniziato tre anni fa, in Promozione, e terminato con la conquista della Serie D. E’ stato davvero un grande epilogo, meritato. Dopo si vedrà se potremo aprirne uno nuovo”.

Presidente, quando ha pensato realmente di poter vincere questo campionato? “Ieri al novantesimo. Avevo sempre paura che potesse succedere qualcosa, perché abbiamo affrontato delle squadre molto competitive come Andria, Casarano, Mola, la stessa Virtus, organizzate e meritevoli; noi, però, siamo stati più bravi e continui. Aver vinto questo campionato è una doppia soddisfazione perché la Serie D, dalla prossima stagione torna ad essere la ‘quarta serie’ ed è come se avessimo compiuto un salto di due categorie”.

È stata la vittoria della programmazione e della serietà quella ottenuta dal Gallipoli? “Sicuramente. Per come sono fatto io mi piace programmare molto in anticipo. Avrei voluto programmare anche il futuro, uno se non due mesi prima. Non mi è stato dato modo di poterlo fare, per varie problematiche presenti, per lo stadio, per un’assenza di dialogo con le istituzioni, ma non voglio assolutamente fare polemica. Penso che la programmazione sia alla base di qualsiasi successo, dallo sport alla vita di tutti i giorni. Non bisogna mai aspettare che siano gli altri a doversi muovere. Nel calcio in particolare, perché si rischiano di perdere delle occasioni”.

Quale fotografia si porterà dietro di questa grande impresa? “La partita di ieri, senza dubbio: lo stadio colmo, i cori dei tifosi, la coreografia mozzafiato, i colori, l’entusiamo. Rimarrà nella mia mente per tutta la vita”.

È consapevole di essere entrato di diritto nella storia calcistica di Gallipoli, avendo scritto una nuova, importante pagina? “Non l’ho ancora metabolizzato, me lo stanno facendo capire gli altri quello che di importante abbiamo fatto. Non è per presunzione o voglia di sminuirsi, ma proprio il mio essere così. Quando ho un obiettivo ci metto anima e corpo per cercare di raggiungerlo, perciò non penso di aver fatto qualcosa di grande. Anche se tutti quanti stanno sottolineando il contrario”.