[ESCLUSIVA SS] ECCELLENZA – Raffaele Quaranta, un cuore a metà: “Andria e Casarano due pezzi di vita. E che ricordi…”
Dieci anni di vita e di carriera calcistica non si dimenticano. Le oltre 300 presenze tra Fidelis Andria e Casarano, rigorosamente tra i professionisti e con la fascia di capitano al braccio, le conserva incise nel cuore. Raffaele Quaranta, salentino doc di Poggiardo e attuale allenatore della Gioventù Campi, ha inquadrato in esclusiva per &SalentoSport il big-match della 13ª giornata di Eccellenza: Casarano-Andria, sul neutro del “Giovanni Paolo II” di Nardò.
Raffaele, vedere affrontatsi queste due squadre, che hanno segnato una bella fetta della tua carriera, dev’essere un’emozione per te. “Sette anni con la Fidelis Andria e tre col Casarano non si dimenticano facilmente, sono stagioni indimenticabili. Sarà una gara speciale, tra due squadre che si ritrovano in Eccellenza ma solo di passaggio: gli organici sono stati costruiti con l’intento di ambire alla vittoria finale, com’è logico. I rossazzurri, essendo reduci dalla vittoria del campionato di Promozione, hanno potuto programmare con più calma; l’Andria invece, dopo l’estromissione dalla Lega Pro, è partita in ritardo e ha cambiato allenatore, tuttavia ha avuto il tempo per riassestarsi e ora può recitare un ruolo di protagonista. Lo considero un derby: per blasone, qualità delle rose e tifoserie mi auguro che entrambe possano ritrovarsi l’anno prossimo in Serie D”.
C’è un ricordo particolare che conservi dell’esperienza andriese e uno di quella rossazzurra? “Indimenticabile con la Fidelis la gara col Chieti, in Serie C1, vinta per 1-0 proprio grazie ad una mia rete che ci permise di sbarcare in B. Furono momenti fantastici. Poi ricordo con grande emozione anche la gara dell’anno successivo con il Lecce: espugnammo il Via del Mare, i giallorossi non perdevano da 20 turni nell’anno in cui poi avrebbero festeggiato la promozione in A. E’ un ricordo particolare perché con me, alla Fidelis Andria, c’erano altri due salentini: Gianluca Petrachi (attuale direttore sportivo del Torino, ndr) e Giuseppe Luceri. Poi venni ceduto dall’Andria al Casarano e in rossazzurro non potrò dimenticare mai proprio la gara contro la Fidelis, al Degli Ulivi. La gente andriese mi riservò un’accoglienza fantastica, la gara la vincemmo noi del Casarano per 1-0, fu decisiva la mia rete dal dischetto. Ricordo gli attimi di silenzio e tensione quando l’arbitro assegnò il rigore: tutti sapevano che avrei dovuto calciarlo io. Poi per rispetto non esultai e ci fu un applauso da parte di entrambe le tifoserie”.
E, sui tempi del Casarano del presidente Antonio Filograna, Quaranta aggiunge: “Il presidente e l’allora direttore sportivo Pantaleo Corvino mi vollero fortemente. Il primo anno non andammo molto bene, poi nelle stagioni successive coi tecnici Cadregari e Petrelli ci riprendemmo alla grande. Ricordo che avevo quasi raggiunto l’accordo con l’Ancona, che all’epoca militava in B, ma proprio Filograna mi proibì letteralmente di andarci e mi chiese di rimanere in rossazzurro. Il presidente ha fatto la storia di Casarano, non solo calcistica”.
Per chiudere raccontaci delle tue recenti esperienze da allenatore. “Ho smesso di giocare che avevo 38 anni. Dopo un mese di lavoro a Galatina, mi dedicai al Muro Leccese e contemporaneamente al progetto Inter Campus. Poi due anni col Muro Leccese e altri due a Novoli. Mi chiamò quindi il Zeleziarne Podbrezova Sport, seconda divisione della Slovacchia, dove allenai anche l’attuale centrocampista del Genoa Juraj Kucka. Dopo tre anni lì allenai l’Andria per sette partite e ci salvammo in Serie C1. Ora sono molto soddisfatto per la mia avventura alla Gioventù Campi, in Prima Categoria. C’è una società che ha voglia di programmare e un settore giovanile, affiliato al progetto Football Manager Young, che dà grossi risultati. Per quanto riguarda la mia aspirazione futura mi piacerebbe senza dubbio allenare una delle mie ex squadre”.
