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ECCELLENZA – Avv. Destratis: “Il declino del calcio dilettantistico pugliese”

Riceviamo e pubblichiamo una nota dell’avvocato Giulio Destratis, già candidato alla presidenza del Cr Puglia Lnd nelle elezioni del 2021.

“L’anno solare si è appena concluso, quello sportivo è al giro di boa e l’epopea del calcio pugliese pare essere giunta ai titoli di coda.

Nel girone A del campionato di Eccellenza, la Vigor Trani (già arrivata ultima lo scorso anno) ha perso tutte le partite e giace in fondo alla classifica con 0 punti e 78 gol incassati in 14 partite (media di quasi 6 gol presi a partita); nel girone B anche il Castellaneta è a 0 e già per ben due volte non si è presentato sul terreno di gioco, perdendo le partite “a tavolino”, si è ritirata dal campionato juniores regionale ed ha accumulato pesanti sanzioni pecuniarie che, purtroppo, mettono a serio rischio il prosieguo del suo campionato nonostante gli immensi sforzi della dirigenza. 

Questi sono alcuni degli effetti disastrosi dell’estate del 2020, quella che precedette le elezioni del gennaio 2021 e che registrò un totale di 48 ripescaggi “a cascata” da parte del presidente Vito Tisci (quest’anno ripescate altre 37): l’allargamento immediato dell’eccellenza 2020/2021 da 16 a 28 società (con 2 gironi da 14) già ebbe come prima conseguenza il girone A “zoppo” a 13 squadre a causa della mancata iscrizione della United Sly. La modifica del format fu giustificata con un presunto e mai quantificato risparmio di costi per le società pugliesi. In realtà, altri sono i dati certi che emergono dopo 2 stagioni e mezza di Eccellenza a 28 squadre: l’abbassamento del livello tecnico del massimo campionato regionale, l’aumento degli introiti nelle casse della Lega in termini di tasse di iscrizione all’Eccellenza e spese organizzative (più alte rispetto alla promozione e con più società paganti), la diminuzione delle probabilità di salire in D (prima 1 su 16, ora 1 su 28). Nonostante le solite promesse, il Cr Puglia non ha ottenuto la seconda promozione in D. E neppure l’ombra di una seconda partecipante ai playoff nazionali, garantita invece ai Comitati Veneto, Lombardia, Piemonte, Lazio, Emilia Romagna, Toscana, Campania. L’impegno a volte non basta. Occorre ottenere i risultati. E non solo per sé stessi ma per tutto il movimento calcistico regionale. Quanto contano gli attuali rappresentanti del calcio pugliese nei palazzi calcistici romani? Attualmente il Cr Puglia ha la stessa considerazione del CR Basilicata e del CR Molise che, con il massimo rispetto, hanno diversa storia e tradizione calcistica. Si è parlato più volte della ripresa post-covid. Eppure dal Comitato Regionale Puglia non risulta esser giunto alle società affiliate nessun sostegno o vantaggio economico. Le tasse di iscrizione sono rimaste esattamente invariate nonostante l’evidente momento di crisi sistemica che sta travolgendo il calcio di base e quello dilettantistico. Ed allora se, dopo quasi un ventennio, i risultati non arrivano… perché non prendere spunto dai dimissionari Ghirelli (Lega C) e Trentalange (Aia)?

Il regolamento dell’eccellenza 22/23 risulta essere ancora più farraginoso del precedente: le vincitrici dei 2 gironi, pur arrivando prime, non saliranno in D e non avranno neppure alcuna garanzia di giocarsi la finalissima ma dovranno fare ulteriori sforzi per affrontare i play-off nel proprio girone. Un meccanismo subdolo che mette a rischio la prima del girone: se dovesse incappare in una sfortunata sconfitta nella gara con la seconda, la terza o la quarta, direbbe addio prematuramente ai sogni di gloria. Rischio che correrebbero, con la classifica odierna, solide e storiche società come Corato, Manfredonia, Canosa, Mola, Bisceglie, Otranto, Ugento, CD Gallipoli e Manduria.

La Coppa Italia non va meglio. Manfredonia – Polimnia semifinale di ritorno è salita alla ribalta dei mass-media nazionali per esser stata “la partita più breve della storia”: gli ospiti dopo pochi secondi son rimasti in campo con 6 calciatori, determinandosi così la sospensione della gara. Al di là di eventuali responsabilità che, nel caso, saranno accertate dalla Procura Federale, ciò che salta all’occhio è il clamoroso silenzio del Comitato Regionale, organizzatore della competizione. Possibile che in una gara di semifinale di ritorno di Coppa Italia di Eccellenza non fosse presente uno dei 70 commissari di campo pugliesi inclusi nel maxi-listone di nomina federale al fine di vigilare sul regolare svolgimento di una partita così importante? Eppure “Il Consiglio Direttivo, nella riunione del 14 Ottobre 2022 ha deliberato che nelle partite ritenute ad alto rischio verrà inviato d’ufficio un Commissario di Campo. La relativa spesa sarà suddivisa al cinquanta per cento tra le due Società interessate”. Nulla emerge in tal senso dalla delibera del Giudice Sportivo il quale, nonostante l’eco mediatico della vicenda ed un allarmante comunicato stampa del Polimnia, ha asciuttamente deliberato la perdita della gara con il risultato di 3-0 in favore del Manfredonia, non facendo chiarezza nel comunicato ufficiale su quanto accaduto.

Il nuovo giudice sportivo, in carica dal 25.11.2021, si è finora distinto per l’applicazione di ammende salatissime: nel solo C.U. n.73 ben 3.950 euro di sanzioni pecuniarie alle società per la quasi totalità causate dai comportamenti dei propri sostenitori; in una sola gara di C2 di calcio a 5 ha comminato 1.700 euro di ammende a carico delle due società partecipanti ad una partita (C.U. n.34 c5). 

Il tentativo di Tisci di replicare, a chi ha un pensiero diverso dal suo, con esposti, diffide e querele continua a rivelarsi del tutto inutile e controproducente. Vale per me e vale per Giuseppe De Cagna, pure lui “segnalato” dal presidente del Cr Puglia alla Procura Federale per ipotetiche dichiarazioni lesive nei confronti delle istituzioni federali. L’ex presidente dell’Otranto nel settembre scorso è stato prosciolto sia dal Tribunale Federale Puglia che dalla Corte Federale di Appello: “le dichiarazioni rese dal signor De Cagna non presentano alcun profilo proprio di un attacco personale e mirato ma esprimono, in termini assai netti ma non incompatibili con le disposizioni del CGS, l’opinione circa le modalità di funzionamento dell’ordinamento federale che, a giudizio di De Cagna, andrebbe profondamente modificato (“rivoluzionato”)”. La verità è dotata di una forza incontrastabile.

Tutto ciò dovrebbe dare coraggio ai tanti addetti ai lavori che in segreto manifestano la volontà di un cambio di governance nel calcio pugliese ma che poi non trovano la forza di esporsi, anche a causa dell’attuale regolamento elettorale che si fonda sul voto palese. Qualunque potere non dura per sempre. La dignità non ha prezzo”.

Avv. Giulio Destratis

NB: Ricordiamo che la nostra email redazione@salentosport.net è a disposizione (non da oggi, ma da sempre) del presidente Tisci qualora volesse inviarci una nota di replica.