ECCELLENZA – Casarano da 10 e lode, pienamente promosse Gallipoli, Brindisi e Otranto. Amarezza Mesagne: le pagelle di fine stagione
L’ultima giornata del campionato di Eccellenza serviva solo a decretare le due squadre che avrebbero disputato l’unico playout. È andato tutto secondo copione: il Bisceglie ha fatto valere il fattore campo e le diverse motivazioni contro un Brindisi che ha fatto rifiatare quasi tutti i big. È salvezza diretta per l’Unione Calcio, che ritroveremo nel massimo torneo regionale per la sesta volta consecutiva. Saranno, dunque, Mesagne e Terlizzi a giocarsi lo spareggio per la permanenza, domenica prossima.
A fine gara il presidente del Mesagne, Vincenzo Todisco si è lasciato andare a un amaro sfogo contro il Brindisi, il cui atteggiamento è stato considerato poco sportivo. Ma, adesso, le parole dovranno lasciare il posto ai fatti, perché i gialloblù si giocheranno un’intera stagione in un’unica partita. Così come il Terlizzi, tenuto ancora in vita dal tesoretto conquistato nel girone d’andata: ventidue punti, sui ventinove totali, che tengono ancora vive le speranze dei rossoblu. Anche se il Mesagne parte da un’indubbia posizione di vantaggio, in quanto disputerà il playout in casa e avrà a disposizione due risultati su tre. L’ultimo precedente è piuttosto fresco e si riferisce alla terzultima giornata: 1-1 all’ “Alberto Guarino”.
Mandata in archivio la stagione regolare, diamo qualche numero, perché i numeri sono, quasi sempre, lo specchio della realtà. Il Casarano si aggiudica, per largo distacco, lo scettro di attacco più prolifico del campionato, con settantadue reti all’attivo. La difesa meno perforata è quella del Barletta, con diciannove gol subiti. L’attacco meno incisivo quello della Molfetta Sportiva, andata a segno solo ventuno volte. L’Avetrana, oltre alla retrocessione diretta insieme alla Molfetta Sportiva, si porta a casa anche il triste primato di difesa più battuta, ben novantuno volte. Il Casarano è la squadra che ha vinto più partite, ventuno. Come ventuno sono le sconfitte della Molfetta Sportiva. Sindrome da pareggio, undici, per Barletta, Mesagne e Terlizzi. La squadra che ha pareggiato di meno, solo cinque volte, è il Brindisi.
E dopo aver dato i numeri, assegniamo pure i voti. Dieci e lode al Casarano. I rossazzurri hanno vinto tutto quello che c’era da vincere in ambito regionale e stanno dettando legge anche fuori. Nove al Brindisi: di fronte a questo Casarano c’era ben poco da fare, ma i biancazzurri hanno, comunque, tenuto una velocità di crociera piuttosto elevata, che li ha proiettati direttamente alla fase nazionale dei playoff. Niente male per una neopromossa. Perché anche se ti chiami Brindisi, blasone e storia contano poco quando devi ricominciare da zero. Otto al baby Otranto. Il feeling di mister Bruno con i giovani è tutto racchiuso nel gol più giovane del torneo, quello messo a segno dal classe 2002, Francesco Trovè, nell’ultima giornata. Un girone d’andata invidiabile e una salvezza conquistata in maniera brillante. Anche a dispetto delle previsioni d’inizio stagione, che collocano, puntualmente, gli idruntini, tra le formazioni destinate alla retrocessione. Sette al Gallipoli. Forse si poteva fare di più. Le sei vittorie consecutive nel rush finale del campionato hanno dimostrato che quando questa squadra ha potuto lavorare serena i risultati sono arrivati. Sette all’Altamura. Ha dimostrato di essere matricola organizzata e ben attrezzata. Il campionato a parte di Casarano e Brindisi non ha lasciato scampo. Sette a Vieste e Trani. Hanno cambiato, ma hanno fatto esattamente il campionato che dovevano fare. Sarebbe potuto essere un sette anche per il Mesagne: la salvezza diretta avrebbe rappresentato un piccolo capolavoro.
Voti negativi per Barletta e Corato, che, invece, hanno fallito clamorosamente gli obiettivi. Sufficienza, risicata, per il Bisceglie: con quella squadra avrebbe potuto fare di più che una salvezza conquistata all’ultima giornata. Sufficienza, stentata, anche per il Molfetta Calcio, autore di un campionato senza infamia né lode. Sette al girone di ritorno del San Severo. Meritano un capitolo a parte Terlizzi, Avetrana e Molfetta Sportiva, evidentemente condizionate dalle travagliate vicende societarie.
