AMATORI – Gli Avvocati leccesi vincono il XII Panathlon International “Memorial Mario e Giovanni Stasi”
La squadra “Comitato dell’ordine degli Avvocati di Lecce”, presieduta dall’avv. Luigi Suez e allenata da mister Ruggiero Cannito, si è aggiudicato il prestigioso trofeo Panathlon International “Memorial Mario e Giovanni Stasi”, giunto alla 12esima edizione, battendo 3-0 la Rappresentativa Panathlon nella finale giocata al Kick Off di Cavallino.
“Nel rispetto dei principali valori dell’Avvocatura – si legge in una nota della squadra degli Avvocati leccesi – che vanno ben oltre i risultati calcistici, pur sempre graditi, dedichiamo questo ennesimo trofeo a due uomini che, pur su campi diversi, hanno avuto uguale senso del dovere e dell’osservanza delle regole. Nel ricordo di Mario e Giovanni Stasi celebriamo anche mister Mario Russo e il giudice Paolo Moroni, i quali si sono distinti per il valore dato alla generosità, alla meritocrazia ed al rispetto del prossimo. La squadra dell’Ordine degli Avvocati di Lecce, già vincitrice dello scudetto del campionato 2022 delle professioni, nel corso degli anni si è distinta non solo per le vittorie calcistiche, ma, soprattutto, per le numerosissime manifestazioni sociali a cui ha dato vita, grazie al costante sostegno del Consiglio dell’Ordine leccese; da sempre impegnata nelle scuole salentine, unitamente ai Magistrati e Giudici del Tribunale di Lecce, nell’attività di diffusione dei valori costituzionali, ad ottobre pubblicherà un libro che sarà donato proprio agli istituti scolastici, con lo scopo di prevenire forme di divertimento deviante, che spesso portano a tragedie; sempre ad ottobre la squadra degli Avvocati parteciperà al campionato delle professioni 2023-24. Ringraziamo il presidente del Panathlon, dott. Ludovico Malorgio, per il consueto invito a partecipare ad una così importante manifestazione, e l’avv. Luana De Mitri, presidente provinciale Figc, Lega nazionale Dilettanti, per l’affetto e considerazione da sempre manifestati verso la nostra squadra”.
(in foto: Ruggiero Cannito e Ludovico Malorgio)
