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FIORENTINA – La verità  di Ljajic: “Mai insultato la sua famiglia. Ma non chiedetemi di perdonare Delio Rossi…”

Delio Rossi ha già raccontato la sua versione dei fatti, in seguito ai tristi episodi di Fiorentina-Novara. Ora tocca a Ljajic, che al Corriere della Sera ammette: "Non ho insultato il tecnico. Chiedo la prova tv e se lo dimostrano smetto di giocare. Rossi ha cercato più volte di colpirmi, mentre mi diceva 'sei uno stronzo, ti ammazzo', e lì ho risposto in serbo e non erano complimenti. Perdonarlo? Non posso".

"Non posso perdonarlo -prosegue Ljajicperché ha cercato di picchiarmi mentre io ero indifeso. Ho un cuginetto di 10 anni che, in Serbia, vede tutte le mie partite: è rimasto sconvolto. I miei genitori hanno preso immediatamente la macchina e sono venuti a Firenze. In questi giorni mi sono stati sempre vicino"

Poi il retroscena: "Quando sono uscito ho applaudito, ho fatto il gesto con il pollice e ho detto in italiano: 'Sei un grande, sei proprio bravo!' Ripeto, ho sbagliato. Ma mai pensavo a una reazione del genere. Chiedo alle tv di mostrare il fimato, leggete pure il mio labiale: sono pronto a qualsiasi prova televisiva. Hanno messo in giro la voce che io abba insultato la madre morta, che abbia parlato di un figlio handicappato e invece non è vero. Se si vede che dico cose simili, sono pronto a lasciare il calcio per sempre. E' solo dopo che Delio Rossi ha cercato più volte di colpirmi, mente mi diceva: 'Sei uno stronzo, ti ammazzo', che io gli ho risposto in serbo e di sicuro non erano complimenti. Uno dei suoi collaboratori mi teneva per un braccio e diceva: 'Adem, stai fermo'. Un dirigente della Fiorentina mi teneva per l'altro. Ma non ero io che dove essere calmato. Per fortuna non mi ha colpito in pieno. Non ho reagito all'attacco e ne sono orgoglioso. Dimostra che i miei genitori mi hanno insegnato l'educazione".