[ESCLUSIVA SS] DILETTANTI – “Programmazione e giovani”, mister Renna studia e attende la sua chance

Era il 5 marzo del 2013 quando mister Renna, tra lo stupore generale, decideva di dimettersi dall’incarico di allenatore di un Nardò allo sbando (che poi con Sgobba seppe comunque conquistarsi la permanenza in Serie D). Un Toro che, nonostante le mille difficoltà societarie e imbottito di giovani, l’ex tecnico delle giovanili del Lecce seppe guidare in maniera sapiente, ottenendo i risultati sul campo e non lesinando un oculato lavoro con gli under che permise a molti di loro di spiccare il volo. A distanza di più di un anno da quel giorno Luca Renna non è ancora riuscito a trovare una nuova collocazione: un progetto serio che, a prescindere dalla categoria, possa permettergli di giocarsi le sue carte.

Mister, un anno senza panchina può essere lunghissimo per chi, come lei, vive di pallone. “Vero, purtroppo la chiamata giusta non è ancora arrivata. Ci sono stati dei contatti con alcune squadre del Nord ma al momento non c’è nulla che abbia conosciuto una concretizzazione. Io comunque non sono rimasto a guardare, ho girato i campi di tutte le categorie per arricchire le mie conoscenze. Bisogna sempre essere al passo coi tempi e aggiornarsi. Credo in quello che faccio e ho grande entusiasmo, confido nella possibilità che arrivi anche per me la giusta occasione”.

Ha girato soprattutto per i campi di Serie D. “Alla fine l’ha spuntata il Matera, era la società che disponeva di maggiori disponibilità economiche. Sono rimasto un tantino deluso dalle pugliesi, dal punto di vista del potenziale e della bontà delle rose credo che non avessero nulla da invidiare ai lucani. Due anni fa trionfò l’Ischia, nella stagione che si è appena conclusa è toccato al Matera: credo che sia ora che il girone H torni a vedere primeggiare una pugliese”.

Una Serie D che dal prossimo anno vedrà all’opera anche il Gallipoli. “Credo che l’entusiasmo che sapra suscitare la piazza giallorossa sarà fondamentale perché la prossima stagione non riservi delusioni. Di risorse economiche in giro non è che ce ne siano tante e non sarà facile impostare una programmazione per un campionato di vertice. A ciò si potrà sopperire con l’esperienza di mister Longo e l’entusiasmo delle varie componenti. Non dimentichiamo che il Gallipoli, dopo il Lecce, è la società più accreditata nel panorama salentino”.

Capitolo Eccellenza: chi può essere la favorita nella stagione 2014/15? “Difficile dirlo ora ma il club che fin qui ha gettato le basi migliori credo sia la Virtus Francavilla. Questo non solo per gli investimenti del presidente Magrì, ma soprattutto per essersi avvalso delle competenze di Trinchera come dirigente e di mister Calabro in panchina. Poi il fatto di aver unito le due realtà della Città degli Imperiali permette di avere una piazza più appassionata. Al momento mi sembra essere la squadra con maggiori credenziali. Operano persone che conoscono molto bene il calcio e quindi penso che possano apripre un bel ciclo”.

Un torneo di Eccellenza che dovrebbe ospitare il ritorno al calcio del Nardò. “Spero tanto che il Toro possa essere inserito nel girone perché merita di avere una squadra e una struttura societaria per tornare nei campionati che gli competono. Il fatto che al timone ci sarà, qualora il passaggio del titolo del Copertino dovesse concretizzarsi, una persona seria come il presidente Fanuli è una garanzia. Il pubblico granata non merita di essere avvilito”.

Quanto al suo passato granata cosa ci può dire? “Dispiace non essere riuscito a portare a termine il mio lavoro. In una società tutte le componenti devono far parte di un unico progetto condiviso. Noi, nonostante una situazione societaria disastrosa, eravamo riusciti ad avviare un discorso importante portandoci addirittura al sesto posto. Se poi le varie parti non remano nella stessa direzione il lavoro dell’allenatore incontra problemi, ostacolato da personaggi che invece dovrebbero supportare il tecnico. Senza presidente, senza soldi, avevamo fatto un miracolo. E in più, col mio staff, eravamo riusciti anche nel nostro intento di offrire una vetrina importante a giovani all’epoca ai più sconosciuti, come Mirarco e Difino. Quando, come in questo periodo, si dispongono di poche risorse economiche l’unica strada da seguire è quella dei giovani. Questo è il calcio che intendo attuare. Attendo solo la giusta chiamata per poter ripartire con una carica enorme di entusiasmo”.

Lorenzo FALANGONE
Nato 27 anni fa a Nardò. Dottore in Comunicazione e Giornalista pubblicista. Caporedattore di SalentoSport e reporter per PiazzaSalento. Premio "M. Campione" 2015 come miglior articolo sportivo di Puglia. Autore del libro "Per dirti ciao".

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