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[ESCLUSIVA SS] BASKET DNC – Coach Bray, il ritorno: “Nardò vive di entusiasmo e noi siamo affamati”

Coach Bray, tredici anni dopo. Il navigato trainer con numerose promozioni sulle spalle si è calato alla perfezione nella nuova avventura granata. Per lui si tratta di un gradito ritorno in una piazza, quella neretina, che lo vide già protagonista in panchina nel lontano 89/90, con la promozione dalla D alla C di quella che allora era ancora la Libertas Nardò. Coah Tonino Bray, premiato recentemente dalla Fip come “Allenatore Benemerito”, un riconoscimento per i 25 anni di onorata carriera, in esclsuvia per SalentoSport ci racconta le sue sensazioni dopo poche settimane dall’inizio della preparazione.

Coach, per lei si tratta di un ritorno a Nardò. Come ha ritrovato l’ambiente cestistico granata? “Sono trascorsi molti anni dalle mie ultime esperienze in granata per cui molte cose sono cambiate, com’è logico. La vittoria del campionato dello scorso anno ha fatto scattare la molla: ha ridato entusiasmo e ha riacceso la passione di tutto l’ambiente. Nardò vive è una piazza che vive di questo. E’ molto positivo per noi che tanta gente si sia riavvicinata al basket neretino. La passione e la forza di volontà di tutte le componenti sono delle prerogative che non devono mai mancare”.

Da avversario, come ha visto l’Andrea Pasca Nardò nella passata stagione? “L’ho affrontato per due volte da allenatore dell’Eagles Brindisi. E’ stato veramente emozionante assistere alla cavalcata della squadra, poi, come detto, l’entusiasmo e il calore della piazza ha fatto la differenza”.

Nel girone a dieci squadre che vi vedrà impegnati non sembra esserci una vera e propria “ammazza campionato”. “Dici bene, anche se ci sono due o tre squadre che si distinguono per la caratura dell’organico. Penso a Mola che mi sembra molto attrezzato per il salto di categoria. Un roster completo con molti giocatori che ho avuto il piacere di allenare negli anni passati. Senza dimenticare Campli, con gente esperta del calibro di Diener e Montuori. Poi uscirà allo scoperto sicuramente qualche altra squadra come Benevento, che potrebbe recitare un ruolo da protagonista. Sarà un campionato estremamente equilibrato, anche dei team che al momento partono a fari spenti potrebbero essere delle sorprese”.

E il Nardò che ruolo reciterà? “Noi siamo proprio in quest’ultima fascia: non vogliamo fare voli pindarici e punteremo principalmente ad una tranquilla salvezza, da raggiungere quanto prima. E’ questo l’obiettivo che mi ha chiesto la società e ciò che al momento mi sento di promettere ai nostri tifosi. Strada facendo, poi, vedremo se ci sarà la giusta situazione per ambire a qualcosa di più. Al momento, però, preferiamo volare bassi, anche perché restiamo pur sempre una delle ultime arrivate nella categoria”.

Il suo roster è al completo o necessita ancora di qualche altra pedina? “Forse non abbiamo un 5, un centro puro alto e possente. Anche se va detto che in C1 non sempre è necessario disporre di un lungo statico. Bisogna poi valutare la qualità dei cambi. Al momento siamo un cantiere aperto, ma la società ha già operato benissimo sostituendo due giocatori di spessore come Bjelic e Spada, rimpiazzandoli con Verrienti e Malamov. Confermando poi lo zoccolo duro che così bene ha fatto nella passata stagione”.

E a livello di under? “Nelle ultime settimane abbiamo organizzato degli stage per valutare dei ragazzi che potrebbero tornarci utili. Ci sono dei classe ’96 e ’97 interessanti, ma bisognerà vedere il reale apporto che questi potranno darci e la loro effettiva capacità di imporsi in un campo di C1 rimpiazzando eventualmente i senior”.