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foto: Bucchi (a sinistra)
ph: Tasco

BASKET A1/m – Brindisi, coach Bucchi: “Avellino, squadra ferita. Noi cominciamo a conoscerci”

(di Carmen VESCO) – “E’ una squadra ferita che vuole riscatto”, questo è l’Avellino secondo Piero Bucchi, tecnico del Brindisi che è chiamato a presentarsi in casa della Sidigas fra due giorni. Avellino, infatti, è ferita da sei sconfitte in 8 gare e dal cambio di allenatore auspicato come una svolta ma che, almeno contro Biella, una svolta non è stata. Rimane comunque una incognita che Brindisi dovrà andare a risolvere. La prima di Tucci non ha detto bene alla Sidigas che è uscita con un occhio nero anche dall’incontro casalingo contro Biella perdendo per 74-82. E Brindisi si troverà al cospetto di una squadra difficile:“Ha cambiato allenatore e sicuramente non la affrontiamo in uno dei momenti migliori, può essere molto pericolosa”, ha detto Piero Bucchi che ha presentato, in conferenza stampa, senza timore ma con rispetto la squadra che Brindisi andrà ad affrontare in trasferta domenica.

Lui e i suoi escono vincenti da un tris di ottimi risultati che hanno galvanizzato l’ambiente e sono chiamati a svelare il nuovo volto di una Sidigas targata Tucci che vuole riscatto, soprattutto per dimostrare che la fiducia di società e ambiente all’assistent coach dell’ex Valli è stata ben riposta. Ed ha una seconda occasione per dimostralo di fronte al pubblico amico. <em”gt;“Sarebbe – ha aggiunto il l’allenatore biancazzurro – un peccato mortale non avere grandissimo rispetto per questa squadra. Timore no, ma se venisse meno il rispetto andremmo incontro a una sconfitta sicura. Come per ogni altra occasione”.

E dei suoi dice che stanno lavorando sempre meglio e sudando la maglia, lui insiste sul lato mentale per farli entrare nei meccanismi di questo campionato ogni giorno di più. E i meccanismi di questo campionato, lo predica ogni giorno Bucchi, si oliano soprattutto in difesa. Allenamento al completo, come ormai avviene regolarmente da due mesi. Come ha fatto sapere il coach soddisfatto. Andrea Zerini, trattenuto da un impegno improvviso col preparatore atletico, non si è potuto presentare in conferenza stampa come annunciato, ma per fortuna era in campo proprio come tutti gli altri suoi compagni. Squadra al completo e in buona salute, concentrata, che ha fatto vedere tanto ritmo e convinto i supporters accorsi numerosi nel palazzo colorato del basket in una serata a porte aperte.

Erano tutti a disposizione di Piero Bucchi, anche ieri sera, in un allenamento davvero competitivo con un squadra che dimostra di seguire le direttive dell’allenatore come lui stesso aveva già preannunciato: “La squadra ce l’ho in mano, ha capito cosa serve per vincere. Ci stiamo conoscendo, loro capiscono cosa voglio io e molti ragazzi iniziano a capire cosa serve per vincere in Italia. E poi sudano davvero la maglia, lavorano con grande intensità”. Ed è proprio l’intensità che si è vista in campo in allenamento, un allenamento ovviamente da “porte aperte”, con tanto lavoro atletico, quindi, una partitella e tanta fisicità. Quello che è capace di fare davvero questa squadra lo si vedrà in partita domenica. “Da quando abbiamo fatto miglioramenti in difesa abbiamo iniziato a vincere ecco cosa abbiamo capito – ha spiegato Piero Bucchi -. Ma, si sa, la partita più importante è sempre la prossima. È pur vero che come miglioriamo noi migliorano gli altri. Abbiamo pagato dazio con un avvio di campionato fasullo”.

Nota a margine di una chiacchierata libera tra la stampa e Bucchi è un rammaricato commento su sui già “troppi” (due – Valli e Caja – in appena 8 giornate in LegaA) esoneri dei colleghi: Bisogna avere tanta pazienza. Ogni caso va valutato singolarmente ma sono certo se la società si dimostra compatta con il coach la situazione si riesce a risolvere comunque perché tutto si gioca sulla percezione che i giocatori hanno del loro allenatore”. E’ certo che un allenatore osteggiato dalla società non potrà godere di grande stima da parte dei suoi atleti. L’esperienza brindisina evidentemente insegna. Bucchi “valore aggiunto” di questa squadra gode della strenua difesa della famiglia biancazzurra e i risultati confermerebbero la sua tesi.