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foto: Nardò-Fortitudo di ieri
ph: A. Cecere

BASKET A2/m – Nardò da urlo, Fortitudo Bologna al tappeto. Avantaggiato: “Grandissima emozione, rappresentiamo un intero territorio”

Una vittoria (82-77) che sa di storia quella ottenuta dall’HDL Basket Nardò ieri sera, nel proprio palazzetto, contro la Fortitudo Bologna, una delle squadre più titolate della pallacanestro nazionale.

Contro i giganti della Effe i ragazzi di Dalmonte sfoderano una prestazione di tecnica e cuore, che vale due punti preziosissimi. In copertina vanno Woodson (24), Mouaha (18) e Stewart jr. (17), che emergono nei momenti più importanti della partita, ma oggi è servita soprattutto una prova corale, di energia, di applicazione difensiva e di efficacia in attacco. Commovente il supporto del popolo granata che ha trascinato Iannuzzi e compagni sino all’apoteosi finale.
La cronaca. Un po’ di tensione nell’avvio granata, Flats Service Bologna è più fluida e trova con buona continuità la via del canestro. Nikolic, Woodson, Mouaha, Stewart jr. e Iannuzzi fanno girare bene il pallone, anche se i corridoi nella metà campo ospite sono strettissimi. Le bombe di Mouaha e Stewart jr. consentono al Toro di restare nella scia della Effe, che in attacco sbaglia davvero pochissimo. Nikolic fa due falli, entra Ebeling e timbra subito dall’arco. Adesso Nardò va spesso in post con Iannuzzi, che porta al fallo i lunghi in maglia biancoblu. Il bilancio del primo quarto è 16-23. 
Dalmonte affida la regia a Donadio, un’azione caparbia di Stewart jr. in penetrazione e un tap-in di Ebeling mostrano qualche crepa nella difesa di Bologna. Thioune entra e si fa sentire nel pitturato, la rincorsa di HDL si completa dopo 4 minuti del secondo quarto (27-27) con una imperiosa incursione centrale di Mouaha, che costringe Cagnardi al time-out. Ancora Mouaha in stato di grazia trasforma la bomba del 30-29, ora c’è equilibrio e la partita è durissima e bellissima. L’asse a stelle e strisce Woodson-Stewart jr. procura addirittura il +1 di Nardò, ma Gabriel fa tris dall’arco. Il finale sembra tutto felsineo, ma il prof. Woodson mette dentro due bombe da favola. Il tabellone del Pala San Giuseppe segna 43-42, la temperatura è alle stelle.
I primi due punti del terzo quarto sono di Gabriel, Bologna ci mette fisicità e qualità. Dall’altra parte è sempre Woodson a tenere in linea i suoi, ma al Toro in questa fase sembra mancare un pizzico di lucidità. Serve limitare il passivo, evitare che la Effe prenda il largo. Nella pausa lunga Cagnardi sembra aver trovato la formula per annacquare le offensive della squadra di casa (solo 5 punti in 7 minuti). Sul +10 Fortitudo sente l’odore del sangue e prova l’accelerata decisiva, ma Ebeling colpisce dalla distanza. Risponde Sabatini con la stessa moneta, è un passaggio cruciale del match. 55-63 è l’epilogo del terzo quarto.
Woodson, sempre lui, chiama la riscossa. Bologna soffre, ma tiene. È una guerra di nervi e di muscoli, Sabatini viene stoppato due volte in rapida successione. Il -6 della speranza arriva da un’altra bomba dall’angolo di Woodson. Un po’ di nervosismo costa a Gabriel l’antisportivo, il numero 1 granata trasforma i due liberi. Il Pala San Giuseppe esplode letteralmente alla bomba di Stewart jr. per il -1 a 6 minuti dalla fine. Fantinelli, play di livello superiore, ricaccia indietro Nardò, stavolta è Stewart jr. a replicare. Partita meravigliosa, Fortitudo forse non si aspettava tanta fatica da queste parti. Iannuzzi deposita il +1 in faccia a un irrequieto Gabriel, a cui viene fischiato un tecnico che gli vale l’espulsione. Woodson fa +5, Bologna in difficoltà sotto i colpi dell’americano. Mian fallisce la tripla, ma Nardò non trasforma il possesso successivo. Sabatini sigla il -2 a 64 secondi dalla fine. Si gioca in una bolgia, Iannuzzi viene ingabbiato nel pitturato, il tentativo di Bolpin non va a segno, poi Sabatini spende un fallo che manda Stewart jr. in lunetta (1/2 e +3). Finale da libro cuore, Stewart jr. deposita nel retino i due punti della sicurezza. Finisce 82-77.
Commenti nel post partita: il primo è del neo amministratore del Nardò Basket, Paolo Avantaggiato“Da dieci giorni – ha annunciato in conferenza stampasono amministratore unico di questa società. Questa sera è stata una grandissima emozione, perché ancora una volta le idee e il cuore governano lo sport. Sono tornato a casa dopo 20 anni, dopo aver fatto lontano esperienze molto importanti, e l’ultima cosa che voglio fare è lasciare un segnale negativo. Da quando sono arrivato ho trovato delle persone che mi hanno dato una mano e che in questi due mesi e mezzo hanno messo la testa sotto la sabbia per lavorare a prescindere, senza un secondo di pausa. Ho letto e ho ascoltato tante parole, che vanno sul personale e feriscono. Non permetto a nessuno di mancarmi di rispetto e prendo l’impegno con le persone che ho accanto e con la fiducia che mi ha dato mia moglie, che ho lasciato a Milano con i miei due figli, che ci faremo trovare pronti se il mercato lo permetterà. Fosse l’ultima cosa che faccio. Io, Malaventura e Dalmonte, non abbiamo assolutamente piacere a retrocedere. La società ci ha dato qualcosa, ci ha dato il privilegio di servirla, io sono orgoglioso di essere leccese e di essere l’amministratore unico di una società del profondo sud che difende i colori del Salento. E non mi stancherò mai a dirlo, rappresentiamo un intero territorio. Così come non mi fermerò mai davanti a delle critiche, anzi sarò ancora più motivato a dimostrare che quello che abbiamo fatto io, Malaventura e Dalmonte, grazie a Tommaso Greco, Cesare Barbetta, Marco Papadia, Alberto Calderoni e Mimmo Carone, è il risultato di questa sera. La voglia, il cuore e le idee”. 
Le parole di coach Luca Dalmonte: “Nessuno di noi – dice – nessuno nella squadra o nelle figure di Paolo Avantaggiato o Matteo Malaventura, ha mai perso l’orientamento. Malgrado il fatto di aver impattato con delle onde importanti. Abbiamo giocato una partita in cui c’era il desiderio di dare tutto quello che avevamo, senza risparmiarci emotivamente e fisicamente. Una partita, secondo me, intelligente, contro una squadra che ha 5 giocatori in doppia cifra e uno a 9 punti, dato che esprime tutto il suo valore. Abbiamo giocato di squadra, in una settimana non semplice da tutti i punti di vista, cioè logistico ed emotivo. Siamo consapevoli che a certe condizioni possiamo essere competitivi, questa partita dobbiamo tenerla come punto di riferimento del nostro viaggio. Soprattutto l’ultimo quarto, con un parziale di 27-14″. Poi gli occhi lucidi e un pensiero ai bolognesi, che vivono giorni complicati. Da ex, da emiliano, da persona sensibile. “Consentitemi un pensiero per l’Emilia e per Bologna, una città in cui tra liceo e pallacanestro ho vissuto 10 anni. È una terra in grande difficoltà in queste ore, ai bolognesi invio un messaggio di incoraggiamento e vicinanza”.  
(US Nardò Basket)