BASKET A2 – Enel, il gm Puglisi sulla riforma “Ne risentirà  lo spettacolo”

Prevista oggi a Bologna presso la sede stessa della Legadue un’assemblea delle società partecipanti al campionato. All’ordine del giorno non potrà che esserci questa imminente riforma. Per l’Enel Basket Brindisi presente il general manager Santi Puglisi al quale abbiamo chiesto alcune considerazioni sulle ricadute in particolare per la Legadue.

Perché si è resa necessaria questa riforma?
“La federazione in accordo con la LegaA ha inteso mettere in atto questo tipo di riforma sperando in un maggior utilizzo dei giocatori italiani”.

E così com'è intesa soddisferà le aspettative?
“Credo proprio di no. La verità è che di giocatori italiani non ce ne sono. Non ci sono neanche le condizioni per far maturare giocatori italiani. La Legadue si vedrà costretta a giocare con due giocatori stranieri di cui uno con visto. Il rischio è di assistere a partite in cui ne va dello spettacolo”.

Perché non ci sono le condizioni per avere giocatori italiani di qualità?
“Perché non si investe nel settore giovanile, le risorse economiche sono in sofferenza, e la mentalità dei giovani italiani è cambiata, nessuno ha più voglia di far sacrifici per diventare uno sportivo. Però dal canto nostro a Brindisi abbiamo iniziato da un po’ a reclutare giovani italiani di qualità: vedi Poletti, Zerini, Simoncelli, Rosato, Leggio, Morciano, Preite. E continueremo su questa strada”.

Tornando alla riforma quali sono i pro e i contro?
“Il pro è un lieve risparmio in termini di contributi e oneri previdenziali per un ammontare di 100 mila euro. Di contro ce ne sono tanti alcuni li ho già detti, come privare il dilettantismo dello spettacolo del basket perché italiani di qualità a mio avviso non ce ne sono visto che dal 2013/14 si potrà usufruire solo di uno straniero e un passaportato. E passando da 16 a 32 squadre il livello tecnico si abbassa”.

Questo dal punto di vista del basket giocato. Dal punto di vista occupazionale?
“Si perde la possibilità del contratto minimo di cinque anni per i giovani del vivaio che li vincola al minimo dello stipendio. Le società professionistiche in questo modo ti possono soffiare i giovani talenti che tu hai cresciuto pagando il parametro alla federazione che incassa i soldi e li passa alla società d’appartenenza. La federazione diventa così arbitro. Poi verrebbe a mancare la tutela per tutti i tesserati. Se una società oggi non paga, stando alla legge del ’91, si può impugnare giuridicamente la questione e con un lodo chiedere quanto spetta. Tornando al dilettantismo i giocatori o gli altri professionisti che lavorano in una società verrebbero privati di questa tutela e anche della pensione”.

Dal punto di vista economico invece cosa accadrebbe ai contratti?
“Lieviterebbero in modo esorbitante. Si raddoppiano le squadre del campionato di Legadue e i giocatori resterebbero quelli e se su un osso si buttano in tanti si comprende bene come la posta in palio si alzi”.

Alla luce di tutto questo qual è l'umore che si respira nelle società?
“Io da professionista di basket di vertice sono sconcertato. Ritengo che sia necessaria più attenzione da parte di persone che dovrebbero capire di cosa si sta parlando. Naturalmente propendo per il professionismo della Legadue e mi auguro che si riesca a invertire questa rotta”.

Tra polemiche e speranze comunque l’Enel Basket Brindisi ha approfittato del rinvio, a causa del maltempo, della 4^ giornata di ritorno per una pausa. Oggi si sono ripresi gli allenamenti in vista di una settimana difficile che si apre domenica 12 con la trasferta a Barcellona Pozzo di Gotto, per proseguire con il recupero infrasettimanale della gara casalinga contro Veroli di mercoledì 15 e che si dovrebbe concludere con la seconda trasferta a Jesi domenica 19, salvo cambiamenti in corso d’opera.

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